23.02.07James Hylton : Una leggenda Americana
Le corse NASCAR, vale a dire delle Stock Car americane, mi fanno impazzire da sempre, e grazie a EUROSPORT prima e poi a SKY, negli utltimi anni, sono riuscito a seguirle tutte. Alcune come la 500 miglia di Daytona di domenica scorsa (18 febbraio 2007), vengono trasmesse in diretta. Nella NASCAR non c'è posto per i rammolliti, si viaggia a 300 Km/h e più di media sui circuiti ovali, con 43 macchine fianco a fianco, paraurti contro paraurti per tre, quattro ore. Adrenalina pura! Ci vuole un coraggio esagerato, grande sensibilità di guida perchè le macchine NASCAR sono tutto tranne che equilibrate (pesanti e potentissime), calma e grande visione di gara. Le gare sono sempre molto appassionanti, gli incidenti e i mucchi selvaggi si sprecano, e quasi sempre si risolvono in volata. Pensate che nella 500 miglia di Daytona, della scorsa settimana, ha vinto Kevin Harvick, precedendo di appena 20 millesimi Mark Martin e di poco di più Jeff Burton, dopo quasi 4 ore di gara! Pazzesco! Il duro Juan Pablo Montoya, arrivato fresco fresco dalla Formula 1 per il momento fa un pò di fatica, è arrivato solo 19esimo, ma col tempo si farà, ne sono certo. La NASCAR è amatissima in America, ha milioni di fans che riempiono sempre in ogni ordine di posto gli autodromi. Tutto nella NASCAR viene fatto in funzione dello spettacolo, a cominciare dai regolamenti, che cercano di equilibrare tecnicamente le prestazioni delle diverse case impegnate. Quest'anno sono quattro : Chevrolet, Ford, Dodge e l'ultima entrata Toyota. Anche le prove di qualificazione, per chi non conosce questa categoria, possono sembrare bizzarre. Per la gara ci sono 35 posti su 43, già assegnati di diritto alle squadre piazzetesi nelle prime 35 posizioni del Campionato dell'anno precedente, lista che cambierà poi dopo le prime 5 gare, e questo, viene fatto perchè per nessun motivo gli organizzatori vogliono correre il rischio, che i piloti migliori, beniamini delle folle, possano per qualche inconveniente mancare la qualificazione. Difficilissimo è quindi per chi non fa parte di questa lista raggiungere gli ultimi otto posti disponibili. Le qualifiche non si svolgono su pochi giri cronometrati ma su vere e proprie gare, chiamate duels, che per esempio a Daytona si svolgevano su 150 miglia. Una volta stabiliti i nomi degli ultimi otto piloti, iniziano i duels per stabilire la griglia di partenza. Si gareggia quasi per una settimana intera, e se pensate che le gare del Campionato NASCAR sono ben 36 più l'All Star Game, potete immaginare quale sia l'impegno dei piloti e delle squadre. Ora che vi ho spiegato un pò come funziona la categoria, voglio raccontarvi la bella storia di un pilota, che si chiama James HYLTON. James non fa parte dei 35 fortunati già qualificati, quindi a Daytona ha dovuto gareggiare nei duels iniziali per stabilire i nomi degli ultimi otto drivers. Nel duel decisivo James Hylton è ottavo, quindi qualificato, a due giri dalla fine però, la sfortuna lo colpisce, costringendolo a rallentare per un problema tecnico, fallendo la qualificazione alla gara più importante dell'anno per un soffio! Una iella nera, ma le corse sono fatte così. Beh, direte voi, cosa c'è di particolare nella storia di James Hylton, sono cose che capitano tutti i giorni! Vero, però nel caso di James, qualcosa di speciale, di veramente speciale c'è, visto che il ragazzo ha la bellezza di 72 anni! Si avete capito bene, 72 anni! Incredibile vero? A 72 anni James Hylton, è capace di guidare a 300 Km/h di media, lottando con piloti che hanno quaranta e passa anni meno di lui. Un mito vero, una leggenda per gli americani, che impazziscono per questo Nonno volante. James è un inno alla vita, un esempio per tutti gli anziani e per i giovani del mondo, che si sentono stanchi e che non hanno voglia di lottare. Lui è una "bestia", che a 72 anni, si butta nelle curve a più di 300 all'ora, senza paura e senza remore, come se fosse un ragazzino, sostenuto dalla moglie e dal figlio capo meccanico! Grande, strepitoso! L'incarnazione della sindrome di Peter Pan! Al termine delle sfortunate qualifiche James ha detto "E' stata una delle cose più emozionanti di tutta la mia vita. Cose già provate ma che a questa età hanno tutto un altro sapore. E' andata male e non mi sono qualificato, ma ci riproverò di sicuro quest'anno". Lo ammiro di brutto! Quando seguivo le prove di qualificazione sul sito della NASCAR e ho letto il suo nome, ho pensato ad un caso di omonimia, ho creduto che non potesse essere quel James Hylton che correva e vinceva nella NASCAR negli anni sessanta e settanta; pensate quindi al mio stupore quando ho capito che era proprio lui, il James Hylton nato il 26 agosto 1934 a Giles County - Hillsville in Virginia, che aveva terminato la sua carriera nella NASCAR nel 1981. Una soria fantastica, una favola dei giorni nostri, che meritava di essere raccontata. Una magnifica storia, che a volte la vita e lo sport ci regalano! Tieni botta James! ![]() Hylton segue il giovane Yeley nelle qualifiche di Daytona 2007 ![]() James HYLTON, 72 anni! Vera leggenda della NASCAR ![]() James Hylton sulla macchina 48 negli anni sessanta
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22.07.06
Pedro de la Rosa ai tempi dell'RC Fuoristrada
Ieri vi ho raccontato dei trascorsi modellistici di Pedro de la Rosa, e subito il mio amico Michalis Samaropoulos dalla Grecia, mi ha mandato una foto che ritrae un Pedro bambino con la macchinina in braccio. Sembra ieri ma sono passati piu' di vent'anni!
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21.07.06Pedro de la Rosa? Uno di noi!
Juan Pablo Montoya, è un tipo esuberante, un cane sciolto che non può essere tenuto al laccio. Un tipo così non può trovarsi a proprio agio nella Formula 1 odierna, dove non c'è piu' spazio per la fantasia, dove quasi tutto è deciso dalle strategie, e difatti, si è stancato, ha detto basta, decidendo di andare a correre in America nella NASCAR, una categoria per uomini veri, della serie boia chi molla! Credo che si troverà bene la, dove serve coraggio, grinta e fantasia, la dove hanno scritto pagine indimenticabili Super Piloti come Richard Petty e Dale Earnhardt, 7 volte vincitori del Titolo, Recordman assoluti! La NASCAR, categoria dedicata alla Stock Cars, che corrono quasi esclusivamente su tracciati ovali, forse non da tutti è conosciuta, anche se credo che un pò tutti abbiate visto il film "Giorni di Tuono", in cui Tom Cruise interpreta appunto un pilota NASCAR. C'è anche un altro bel film sulla NASCAR, intitolato "Una vita al limite", dedicato alla rocambolesca vita del mitico Dale Earnhardt, "The Intimidator", scomparso per un incidente in gara nel 2001, durante l'ultimo giro della 500 miglia di Daytona, e padre di Kerry e Dale Earnhardt jr. ![]() Mi sono un pò dilungato, ma sapete, la NASCAR è la mia piu' grande passione! Quindi Montoya ha deciso di raccogliere questa nuova sfida, ma Ron Dennis e la McLaren, non hanno gradito, decidendo di appiedarlo prima del termine della stagione, promuovendo a pilota titolare, il collaudatore spagnolo Pedro de la Rosa, dallo scorso GP di Francia, corso a Magny Cours. Stefano, mi direte : questo lo sapevamo già, si certo, è ovvio...ma forse questa cosa non la sapete, o quantomeno non tutti tra voi lo sanno, e cioè che Pedro de la Rosa è, o meglio era, uno di noi! Ha corso infatti con gli automodelli radiocomandati da Fuoristrada scala 1:8 negli anni '80, e andava forte, accidenti se andava forte! Si è Laureato Campione Europeo nel 1983 e nel 1984, mentre nel 1986 è giunto secondo alle spalle del francese Frederic Veysseyre, a Grenoble nel 1° Campionato Mondiale della categoria, guidando una Yankee. Non ve lo aspettavate eh? Nel 1986 Pedro però, all'età di 15 anni ha deciso di lasciare le macchinine per iniziare a correre in Kart, ha lasciato il cognome del padre, Martinez, per prendere quello della madre, de la Rosa appunto. Con le auto R/C è stato un asso, ma anche con le auto reali non ha scherzato. Nel 1989 è stato Campione Spagnolo nella Formula Fiat Uno, nel 1990 Campione Spagnolo in Formula Ford 1600, nel 1992 è stato Campione Britannico e Campione Europeo nella Formula Renault, nel 1995 è Campione Giapponese di Formula 3, mentre nel 1997 è Campione Giapponese in Formula 3000 e in GT. FInalmente debutta in Formula 1 nel 1999 nel GP d'Australia con la Arrows. Compreso il GP di Francia, ha disputato 65 Gran Premi in Formula 1, ottenendo come migliore piazzamento un quinto posto, sia in gara che in qualifica. E' arrivato 7 volte in zona punti raccogliendone 12. Ha ottenuto anche un giro piu' veloce lo scorso anno in Bahrein. Prima della McLaren ha corso con Arrows e Jaguar, ma la scarsa competitività di queste ultime due squadre lo ha penalizzato, impedendogli di raccogliere ciò che il suo talento meritava, anche se aver disputato 65 GP non è cosa da poco, ne tantomeno da tutti. Certo la McLaren è competitiva, ma probabilmente è arrivata troppo tardi, perchè Pedro a 35 anni, è ormai un collaudatore e non piu' un corridore, anche se per me resterà sempre un Top Driver. Pedro è catalano, è infatti nato a Barcellona il 24 febbraio 1971. Suerte siempre hombre! Foto by FORIX
Posted by stefanoberna at 15:10
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15.06.06Stefano GRASSI ha deciso di smettere
Dopo oltre trent'anni dedicati all'automodellismo, Stefano Grassi, imprenditore pratese, ha deciso di appendere il radiocomando al chiodo. Già da diversi mesi non calcava piu' le piste. E' riuscito a disintossicarsi e quindi a dire basta. A 44 anni Stefano aveva probabilmente bisogno di qualcosa di diverso, stimoli nuovi, rispetto ad un ambiente che non lo affascinava piu'. Gli amici di tanti anni di gare gli mancano, ma null'altro. Negli ultimi mesi ha scoperto il Golf, che lo ha letteralmente stregato, ed il fatto di poter condividere questa nuova passione con il figlio lo rende particolarmente felice. Stefano è stato un ottimo pilota, ha disputato molte Finali di Campionato Italiano con alterne fortune, e nel 2005 si è Laureato Campione Toscano Senior scala 1:5 TC, chiudendo di fatto la propria carriera da vincente. E' un peccato che abbia deciso di smettere, ma rispetto la sua scelta e gli faccio un grosso "in bocca al lupo" per tutto ciò che farà. Hasta luego Hombre!
Posted by stefanoberna at 16:36
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27.05.06Massimo ESPOSITO
Massimo Esposito, genovese puro sangue, nonostante il cognome ne indichi chiare origini partenopee, è simpatico, estroverso, sanguigno, vulcanico e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta! E’ un bravo ragazzo, onesto e generoso, uno di gran compagnia. Oltre a tutto questo, Massimo è anche un gran pilota. Lo conosco da molti anni, quindici forse, quando entrambi correvamo nel fuoristrada 1:8. Già allora era accompagnato dalla sua attuale compagna Sonia, meccanico instancabile e figura per lui insostituibile. ![]() Dopo molti anni passati nella polvere, Massimo ha deciso di seguirmi nella Large Scale, che subito lo ha appassionato, lui è un amante della meccanica, e nell’1:5 c’è da sbizzarrirsi. Massimo adora guidare, ma pulire l’automodello proprio non gli piace, io invece che sono un fanatico del modello tutto lucido spesso, ma bonariamente, lo rimprovero per questo. Premesso questo, va però detto che meccanicamente le sue macchine sono sempre a posto. Guida bene Massimo, molto bene, pulito, lineare e mai oltre le righe; di errori ne commette veramente pochi. Lo scorso anno è stato pilota ufficiale della SVM, ma prima del Campionato Mondiale, si sono trovati in disaccordo e le loro strade si sono divise, tanto che Massimo ha disputato il Mondiale con una Genius. Alla SVM hanno perso molto, perchè Esposito è molto competente in meccanica e molto bravo a sistemare il modello. Il pilota Ligure manca ormai da qualche mese dai campi gara, perchè nel frattempo la sua adorata Sonia lo ha reso padre di un bellissimo bambino, a cui giustamente i due si stanno dedicando a tempo pieno. Massimo ha deciso di tornare a correre solo quando anche Sonia ed il bambino lo potranno seguire, e molto probabilmente questo avverrà a settembre a Prato, in occasione dell’ultima prova di Campionato Italiano 2006, perchè per chi non lo sapesse, nel frattempo Massimo è diventato pilota ufficiale della Technokit. Ah Massimo, volevo dirti che quelle “gommine” interrate a Lucca che ami tanto, sono state tolte!
Posted by stefanoberna at 15:54
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26.05.06"Magic" Lamberto COLLARI
Lui è lui, Lamberto Collari, “Simply the Best”, il piu’ forte pilota al mondo. Non tutti lo vogliono ammettere, quelli però, sono problemi loro, mentre io mi assumo la responsabilità di affermare che Lamberto è il piu’ grande, di sempre, anche se capisco, che fare paragoni tra piloti di epoche diverse forse è sbagliato, non avendo mai corso insieme. Qualcuno mi potrebbe dire che Giulio Ghersi era piu’ bravo di Lamberto, e potrebbe anche essere vero, ma uno che abbia vinto tanto quanto Lamberto non c’è mai stato, quindi mi sento di ribadire, che il piu’ grande di tutti i tempi sia proprio lui, Lamberto Collari da Bologna. E’ ancora giovane e molto motivato, potrebbe ancora vincere tantissimo. Ma qual’è il suo segreto? Un immenso talento naturale che gli fa fare cose incredibili con apparente semplicità, guida pulitissima, essenziale, da poco gas e usa poco lo sterzo, lui le curve le pennella e fa scorrere la macchina. Molti piloti vanno forte nelle curve vicine al palco guida, dove la visuale è ottima, mentre nelle curve piu’ distanti vanno in crisi, Lamberto no, per lui una curva è una curva, vicina o lontana che sia; per lui l’errore di parallasse non esite, infatti va fortissimo anche guidando dalla corsia box, al livello dell’asfalto, senza nemmeno salire sul palco, una cosa davvero difficile. Se ha voglia di giocare, è capace di toccare il tuo paraurti posteriore, piegandolo leggermente senza però scomporti la macchina, un controllo fenomenale! E’ freddo e distaccato, ha grande acume tattico e sa guidare sopra i problemi della macchina, cosa di cui sono capaci solo i veri fuoriclasse, come ad esempio Valentino Rossi nelle moto. Ha vinto tanto Lamberto, tantissimo, forse troppo, è uno che da fastidio, uno che appena commette un piccolo errore viene messo in discussione, assurdo! Lui è un Campione straordinario, e lo sarà per tutta la vita. Puoi mettere in dubbio le sue scelte tecniche o tattiche, ma non il talento, è un fenomeno ma non è Dio, quindi se anche lui riesce di guida, a recuperare qualche decimo, se il suo mezzo è di un secondo piu’ lento non può fare niente, perchè per i miracoli, ancora non si è attrezzato. Mi capita spesso di sentire piloti di modesto talento, ma dall’ego smisurato, dire di essere fortissimi perchè prendono solo tre decimi al giro da Lamberto. Beh, vorrei far loro notare che prendere tre decimi al giro su piste di circa 300 metri, in cui si gira in 18 secondi è una vita, è come beccarsi 5/6 secondi, e forse anche di piu’, da Schumacher su una pista di Formula 1. Va poi considerato che un giro veloce può venire piu’ o meno a tutti, ma girare sugli stessi tempi, con la costanza di un orologio, per 30 o 60 minuti è un’altra cosa, una cosa che Lamberto sa fare con grande naturalezza. Lamberto una volta mi ha detto, che nel nostro Hobby, proprio a causa della brevità dei tracciati, di guida ad un’altro pilota, non si può dare piu’ di mezzo secondo, se le differenze sono maggiori dipende dalla macchina. Lui corre per vincere, il vantaggio con cui lo fa non gli interessa, una volta andato in testa, amministra il proprio vantaggio, adeguandosi al ritmo del pilota che lo segue, come faceva il mitico Ayrton Senna, e per far questo, sono necessari una sicurezza ed un autocontrollo fuori dal comune. Ho sempre difeso Lamberto, anche se non ne ha assolutamente bisogno, perchè non sopporto che le capacità di una persona, vengano messe in discussione, senza motivo, gratuitamente. Guardate ad esempio quello che è capitato l’anno passato a Michael Schumacher; fino a due anni fa era un fenomeno, poi nel 2005 si è trovato a guidare un bidone e i risultati non sono venuti, perchè i miracoli di cui parlavo prima non si possono fare, e gli hanno tirano la croce addosso, quest’anno lo sommergono di nuovo di complimenti, assolutamente disgustoso!!! Nella vita ci vuole coerenza, in tutto, anche nei giudizi! Conosco “Lamberjack” da molti anni, è una persona timida, un pò schiva, ma generosa e disponibile con chiunque. E’ gentile e educato, ma non fesso, sa riconoscere le persone sincere da quelle opportuniste e si regola di conseguenza, perchè purtroppo nella sua posizione è normale essere avvicinati da persone, che lo fanno unicamente per interesse, ma lui, i propri polli li conosce. ![]() Ha cominciato a vincere molti anni fa, non ricordo bene l’anno, ricordo solo che era poco piu’ di un bambino quando vinse il suo primo Titolo Italiano, nell’1:8 pista 2WD, precedendo una ragazza, Amadesi Anita. Da allora di Italiani ne ha vinti a go-go, e forse lui stesso ne ha perso il conto. Nel 1988 a Monsano, ha conquistato il primo Campionato Europeo, seguito poi da quello del ’96 a Clermont Ferrand in Francia, da quello del ’98 a Munster in Germania, e da quelli nella scala 1:5 nel ’99 a Bologna e nel 2002 a Brest in Francia. Di Titoli Mondiali ne ha vinti 7, anzi 9 per la precisione, perchè ne ha vinti anche due a squadre, tutti nella scala 1:8 Pista, mentre nell’1:5 non ha per ora avuto fortuna. Il primo Titolo Mondiale è arrivato nel 1989 a Heemstede in Olanda, seguito da quello del ’91 a Austin – Texas negli Stati Uniti d’America, poi quello del ’93 a Goteborg in Svezia, e ancora quello del ’95 a Phuket in Tailandia e del ’97 a Tuluca in Messico. Due edizioni sfortunate nel ’99 e nel 2001, per poi tornare a vincere con la Kyosho nel 2003 a Hamilton (USA) e nel 2005 in Italia, a Messina. Di fronte a tutto questo, si può fare una cosa sola, togliersi il cappello! Ho grande stima di Lamberto, ma non perchè è un Campione, ma perchè è una brava persona. Il talento nella guida, non è un merito, è un dono, un colpo di fortuna; mentre essere brave persone, è una cosa voluta, cercata, quindi meritevole. Non è importante essere grandi piloti, è importante essere grandi uomini!
Posted by stefanoberna at 14:47
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02.05.06
Alessandro Pauselli della PMT TYRES
Come spesso accade per molte Aziende, anche la PMT (Pauselli Model Tyres), nasce dalla passione. Per l’Azienda laziale la molla scatenante, è stata la passione per il Modellismo. Negli anni '80 il giovane Alessandro Pauselli, seguito da papà Umbro, inizia timidamente a cimentarsi alla guida di automodelli radiocomandati. Il ragazzo prometteva bene, apprendeva facilmente e migliorava rapidamente nello stile di guida, tanto che iscritto al Campionato regionale Lazio, riusciva persino a vincerlo nella categoria Junior. Come tutti ben sanno l'appetito vien mangiando, seguì così la partecipazione ai Campionati Italiani che lo vide classificarsi al settimo posto. Ma la PMT nasce dalla capacità professionale e dall'estro imprenditoriale di papà Umbro, che volle iniziare a produrre per uso proprio le gomme che il figlio consumava in gran quantità. Fu così che cominciò la ricerca delle mescole adatte e la realizzazione delle prime gomme in mousse. I buoni risultati ottenuti e gli apprezzamenti ricevuti anche dagli altri piloti, spinsero papà Umbro ad approfondire la ricerca fino a pensare di produrre delle ruote vere e proprie in gomma vulcanizzata. Quello che nasceva da proprie esigenze si era presto trasformato in una vera e propria attività, e la PMT stava prendendo forma come una realtà industriale a tutti gli effetti. Ufficializzata nel 1990, ha visto in questi anni un continuo sviluppo in termini di ricerca, produzione, risultati in gare nazionali , internazionali e fatturato. Il nome PMT era ormai una realtà nella produzione di gomme per automodelli. Negli stessi anni cominciavano ad apparire in Italia le prime Minimoto, portate dal Giappone da quello che tutti ricordiamo con affetto e simpatia, Vittoriano Orazi, un grandissimo pilota del passato, un nome che, per chi fa modellismo da anni ha un significato storico. Fu proprio Vittoriano a chiedere alla PMT di studiare la possibilità di realizzare gomme per minimoto, e per chi certe sfide le ha nel sangue come Umbro Paeselli, era impossibile non accettare anche questa. Oggi la PMT, può a buon diritto ritenersi leader nella produzione anche di queste gomme che hanno ottenuto vittorie in tutte le categorie e determinato l'affermazione di un prodotto frutto di esperienza, continua ricerca, investimenti e tanta tanta passione. Nata quasi per gioco a conduzione familiare, oggi la PMT vede impegnate un gran numero di persone, che con il loro impegno e professionalità, ne fanno una Azienda consolidata e all'avanguardia nel settore di produzione delle gomme per Automodelli e Minimoto. Personalmente utilizzo le gomme prodotte dalla PMT, sin dal mio debutto nella scala 1:5, nel lontano 1996, ne ho sempre tratto grande soddisfazione, e soprattutto è nato un rapporto di amicizia con la Famiglia Pauselli, sono delle persone veramente splendide, molto bello e a cui tengo molto. La PMT produce gomme per tutte le categorie automodellistiche, ma anche per le moto radiocomandate che si stanno ritagliando uno spazio importante sul mercato, ottenendo risultati molto prestigiosi a livello Nazionale ed Internazionale, come ad esempio la vittoria negli ultimi due Campionati Mondiali nella scala 1:5, nel 2003 in America con il pilota olandese Hessel Roskam su pista asciutta, e nel 2005 in Svizzera con il pilota inglese Ian Oddie su pista bagnata; come dire che la PMT eccelle in qualunque condizione si gareggi! Come tutti sapete Alessandro Pauselli, non gareggia piu' ormai da anni, perchè si è dedicato anima e corpo, e con notevole successo, allo sviluppo delle gomme che vengono prodotte, affiancando un orgoglioso papà Umbro.
Posted by stefanoberna at 15:19
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08.04.06
Saverio D'AMICO
Il sottoscritto, Saverio D’Amico, Francesco Salerno, Sandro Cecchi e Alessandro Aspesi, siamo stati i primi cinque piloti italiani ad utilizzare gli automodelli Harm, a partire dal 1998; siamo stati i pionieri! Salerno, Cecchi e Aspesi, hanno ormai smeso di correre da tempo, mentre io e Saverio, per fortuna, siamo ancora qui. Io sono sempre rimasto fedele alla Harm, Saverio un paio di volte ha provato a cambiare marca di automodello, ma ha sempre finito per ritornare alla Harm, con cui si è sempre trovato meglio. Saverio è di Prato e nella vita fa l’industriale, anche lui ha ormai passato la quarantina, ma guida ancora con l’entusiasmo di un ragazzino. Saverio è un pilota tosto, veramente forte e molto concreto, commette pochissimi errori pur guidando sempre al limite, perchè lui è un’attaccante. Guida forte in qualsiasi condizione, anche sul bagnato, non è emotivo ed è bravissimo nell’assettare al meglio il proprio automodello. Ha una grande passione e appena può va a correre, e ha trasmesso la propria passione anche al giovane figlio Emanuele, di cui ho già redatto il profilo tempo fa. Saverio è una persona estremamente onesta e correttissima in pista, anche sforzandomi, non ricordo una sua scorrettezza nei confronti di un avversario, un vero esempio da seguire! La piu’ grande qualità di Saverio, è senz’altro l’innata capacità di adeguarsi al mezzo, traendone sempre il meglio possibile; in tutte le gare, di qualsiasi livello esse siano, bisogna sempre fare i conti con lui. Nel 2001 è stato Campione Italiano Harm, e l’anno successivo è stato ancora terzo. Nel 2004 quando era ancora Senior, ha vinto la prova di Campionato Italiano di Arezzo, percorrendo gli stessi giri ma in un tempo minore, del grande Michele Baruzzi, che sempre con la Harm e nella stessa giornata, corse negli Expert. Stare davanti a Baruzzi non è capitato a molti piloti, e proprio questo, vi da la misura del grande valore di Saverio D’Amico. Nel 2005 si è aggiudicato il Campionato Regionale Toscano Expert, mentre in questa stagione, è stato 2° sia nella 1a prova di Campionato Regionale a Lucca che nella 2a ad Arezzo. Nella 1a Selezione per il Team Italia ad Aversa, in Semifinale ha avuto sfortuna rimanendo ingiustamente escluso dalla Finale, la scorsa settimana nel 1° Memorial Osvaldo “Lallo” Balestri si è classificato 4°, nonostante la rottura della barra antirollio posteriore per un urto con un altro concorrente. Insomma un grande pilota! Corre con HARM WM Edition, motore Zenoah by Hobby Center e gomme PMT.
Posted by stefanoberna at 08:03
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31.03.06Andrea CATALANI News
Andrea Catalani, studente, è nato a Arezzo il 4 agosto 1991 e, ha iniziato a gareggiare subito nella scala 1:5 nel 2000 con una Harm. Andrea ha subito mostrato di avere gran talento sbalordendo tutti per la maturità e calma dimostrate, doti assolutamente inusuali per un bambino di 9 anni. L'anno successivo Andrea ha addirittura disputato il Campionato Mondiale sulla pista tedesca di Ettlingen, ben figurando nonostante la scarsa esperienza. Andrea è maturato e migliorato costantemente. Nel 2004 al Campionato Europeo di Zagabria in Croazia ha raggiunto gli ottavi di Finale con una rimonta strepitosa, con numerosissimi sorpassi assolutamente puliti e spettacolari, partita addirittura dai 32esimi di Finale. Nel 2005 la sua crescita è continuata ancora, e la grande prestazione al Mondiale Svizzero di Lostallo, in cui ha disputato ancora gli ottavi, lo dimostrano ampiamente. Andrea è veloce ma non velocissimo in qualifica, è nelle fasi finali lunghe che si esalta, la dove riesce a mantenere un ritmo elevatissimo e costante per tutta la durata della gara. Andrea è freddo e non sente la pressione, è veloce, sbaglia pochissimo per non dire mai, ha acume tattico e un dono innato per i sorpassi, è corretto in pista e educato fuori; gli manca un pò di sana cattiveria agonistica. Un gran pilota e un bravissimo ragazzo. Ha ottenuto una decina di vittorie. Corre con HARM SX-3 WM Edition/Zenoah e gomme PMT. Suo sponsor e meccanico, il padre Luca, preciso e competente nel suo ruolo. La stagione 2006 di Andrea è iniziata ad Aversa per la 1a prova di Selezione per il Team Italia, ma il forte pilota aretino è stato bersagliato dalla sfortuna, sia in qualifica che in Semifinale, dove è stato costretto alla resa per un guasto tecnico. E' andato forte ma non è riuscito a raccogliere quello che meritava. Si è però rifatto nel 1° Memorial Osvaldo "Lallo" Balestri sulla pista di Cà de Mandorli, giungendo terzo alle spalle di Cacciari e Pellegrini, realizzando di passo, degli ottimi tempi.
Posted by stefanoberna at 01:16
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27.03.06
Patrizio CAMPANI News
Patrizio Campani, nella vita di tuti i giorni si occupa della sua Concessionaria Honda Moto a Pisa, nei week end, e non solo, si occupa della sua adorata Harm. Patrizio non è piu’ un ragazzino, ma ciononostante è un debuttante. Ebbene si, è un Rookie come amano dire gli americani, perchè in fondo quando c’è la passione l’età proprio non conta. Io ho 42 anni, ma quando sono sul palco a guidare mi sembra di averne 16. Certo noi modellisti soffriamo tutti della Sindrome di Peter Pan, non vogliamo crescere insomma, ma cosa ci volete fare? In fondo si dice “non uccidere il bambino che è in te”, e noi modellisti di certo non lo uccidiamo, anzi noi lo facciamo divertire da matti! Ma torniamo a Patrizio, che frequentava già prima dell’1:5 le piste seguendo il figlio che pratica il Rally Game. Lo scorso anno mentre ero a Migliarino Pisano per una gara, Patrizio è rimasto abbagliato dalla mia Harm tanto da decidere dopo breve tempo di acquistarne una per se. Il nostro amico Campani ha veramente una grande passione per la meccanica, oltre che una notevole competenza, e ha montato la macchina curando ogni minimo dettaglio, modificando le cose che non gli piacevano con delle realizzazioni che definire belle è riduttivo. Ad esempio ha modificato il sistema di apertura della farfalla del carburatore realizzando un sistema simile a quello utilizzato dalle moto da gara, un lavoro incredibile, ha poi realizzato delle false ruote per fare l’assetto, tanto belle da far venire il mal di testa. Ha impiegato diversi mesi per terminare la macchina, ma visto il risultato finale ne è valsa la pena. Ha cominciato da poco a girare in pista, ha disputato appena tre gare, è molto corretto e sta progredendo rapidamente. Non ha avuto paura a buttarsi nella mischia ed ha fatto bene, perchè si impara piu’ in una gara che in dieci solitarie sedute di allenamento. Patrizio si diverte un sacco, tanto che ha deciso di aggregarsi all’enorme contingente di piloti toscani che andranno a correre il 3/4/5 marzo la prima prova di Campionato Italiano a Aversa (CE). Sui campi gara Patrizio è sempre seguito dalla moglie e dal figlio che gli fa da meccanico; tre persone davvero squisite. La stagione 2006 di Patrizio si stà rivelando eccezionale, in continuo crescendo : 9° nella 1a prova di Campionato Toscano Senior a Lucca, 7° eccellente posto nella 1a prova di Campionato Italiano Senior ad Aversa, e fantastico 2° posto nella 2a prova di Campionato Toscano Senior ad Arezzo. Se continua così chi lo ferma piu'!?
Posted by stefanoberna at 14:53
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17.03.06
Gianfranco BISELLO
Conosco Gianfranco Bisello da quasi venti anni, una vita! Il tempo, passa velocemente, e accadimenti che a me sembrano relativamente recenti, risalgono invece a molti anni fa. Il primo ricordo che ho di Gianfranco, risale al 1988, non ricordo la località con certezza, mi sembra però che fosse Trissino, non ci scommetterei però; ad ogni modo era una gara di Campionato Italiano Fuoristrada, in cui Bisello è stato un grandissimo interprete, in cui arrivò quarto. Questo è il primo ricordo nitido, che ho di lui, e si parla di diciotto anni fa, sigh! Tutti i piloti della Large Scale, conoscono bene Gianfranco, che frequenta con assiduità questo ambiente fin dagli inizi della categoria, ignorando però, almeno nella maggior parte dei casi, che questo veneto educato e gentile, ma grintoso e irriducibile, è stato un grande Campione nel Fuoristrada, uno tra i migliori piloti in Europa sul finire degli anni ottanta e nei primi anni novanta. Sicuramente, gli anni migliori per Gianfranco sono stati il 1989 e il 1990. Nel Campionato Italiano di Pavia nel 1989 fu sesto, ma nello stesso anno al Campionato Europeo di Usingen in Germania, salì addirittura sul podio, sul terzo gradino, preceduto dai compagni di squadra alla Yankee, Giampaolo Baruchello 2° e Andrea Pala 1°. Per gli Azzurri, quella fu però una gara indimenticabile, perchè al quarto posto giunse Alessandro Cantoni, quinto Maurizio Monesi e sesto Roberto Ghedini, tutti e tre con Mantua. Sei Italiani ai primi sei posti, mitico e difficilmente ripetibile. L’anno successivo Gianfranco si Laureò Campione Italiano, in quel di Castelvenzago, sempre guidando una Yankee con motore Bergonzoni, precedendo il compagno di squadra, Alex Nori e Roberto Ghedini con Mantua. Quella gara io la ricordo bene, fu durissima, tutti i dieci Finalisti avrebbero potuto vincere, il livello era altissimo e dopo una battaglia infernale durata 45 minuti, Gianfranco ne usci meritato vincitore. I modellisti odierni, sono abituati a gare di Italiano dove se si è in 50/60, si pensa di essere in molti!? Ma negli anni in cui Bisello, correva e primeggiava a livello internazionale, e io iniziavo a correre, alle gare di Campionato Italiano non si era mai meno di 140/160; si avete capito proprio bene! Emergere, era difficilissimo per non dire proibitivo, e questo vi da la reale misura del valore di Gianfranco. Proprio per i motivi sopraccitati, il mio primo Titolo Italiano, conquistato nel 1991, con ben 162 concorrenti, ha per me un valore inestimabile. Di Titoli ne ho vinti altri, ma non mi hanno piu’ dato la gioia di quel primo, difficilissimo e pazzesco Titolo. Come me Gianfranco si è fatto ammaliare dalla scala 1:5, che però non gli ha dato le soddisfazioni che meritava, anche perchè a mio avviso ha spesso sbagliato la scelta delle macchine con cui correre, inoltre nelle gare in cui avrebbe potuto pungere, è stato fermato dalla sfortuna. E’ stato terzo, nel Campionato Italiano Senior nel 1998 alle spalle di Massimo Gozzi 2° e Giuseppe Rizzoli 1°, 5° nel 2001 e 2° nel 2003 sempre tra i Senior con la Genius, alle spalle di Giuliano Benetti. Negli ultimi anni è pilota ufficiale della Genius, e nelle Finali che contano Gianfranco c’è quasi sempre. Quest’anno, è stato nono nella 1a Selezione corsa a Aversa. Tra tutti quelli che corrono nell’1:5, è quello che conosco da piu’ anni, e vederlo ancora sulle piste è un vero piacere.
Posted by stefanoberna at 19:06
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16.03.06
Gabriele PIANA
Gabriele Piana, studente universitario, è nato il 23 agosto 1986 a Biella. Fin da piccolo è stato appassionato di motori tanto da iniziare a correre molto presto con i minikart. Nel 2002 per motivi di lavoro del padre, si è trasferito a Lucca e verso la fine dell'anno si è avvicinato alla Big Scale facendosi comperare una FG di seconda mano. Ha immediatamente mostrato un grande talento naturale, tanto che nella stagione 2003 si è classificato quarto nel Campionato Italiano Senior pur avendo lui ed il padre meccanico Giuseppe, pochissima esperienza. Nel 2004 è passato a correre con la HARM, è migliorato moltissimo tanto da riuscire a salire sul podio nella gara di Campionato Italiano Expert a Ponte Galeria. Nello stesso anno ha disputato il suo primo Campionato Europeo in Croazia, si è messo in luce nonostante alcuni problemi di set up. Alla fine del 2004 però un terribile incidente motociclistico lo ha fermato, ma Gabriele è riuscito a riprendersi perfettamente e con grande velocità, tanto che ha iniziato la stagione 2005 con la bellissima vittoria nel GP d'Italia a San Lazzaro di Savena, e quel giorno tutti i presenti hanno capito il suo grande valore. La scalata di Gabriele non si ferma, domina il GP d'Austria a Kirchberg ma è fermato dalla rottura di una vite del collettore di aspirazione. Va forte ma è sfortunato, a Bologna e a Cremona lotta ad armi pari con Lamberto Collari fino al momento del ritiro, nel Warm Up del Mondiale a Lostallo patisce la rottura di un ammortizzatore quando la Finale sembrava certa. Nel Mondiale, alla sua prima esperienza è nei Quarti di Finale dove sotto il diluvio perde l'accesso alla Semifinale per un piccolo errore a tre giri dalla fine. Domina il Trofeo Harm ed il Trofeo Firstone, tenendo un passo insostenibile per tutti gli altri. Ha vinto una decina di gare, molte in meno di quelle che avrebbe meritato. Gabriele è istintivamente veloce, terribilmente veloce, ha grande controllo del mezzo, va forte in qualsiasi condizione, sull'asciutto e sul bagnato, è freddo e distaccato e non si fa condizionare dalla pressione. E' bravissimo nei sorpassi ed ha una guida molto aggressiva. Va forte quando è davanti a fare il ritmo e altrettanto quando deve inseguire. Ha una grande costanza nell'inanellare giri veloci in sequenza che spezza le reni agli avversari, quando ha accumulato un pò di vantaggio si adegua al ritmo di chi lo insegue e non si fa raggiungere piu', anche perchè sbaglia raramente. L'unico suo vero difetto è quello di non sapersi adeguare al modello quando questo non è al 100%, continuando a spingere come un ossesso con il rischio di finire fuori pista; questa però è una lacuna che sarà colmata dall'esperienza. Un grande Campione, a mio avviso il miglior pilota italiano nella categoria 1:5 assieme all'immenso Lamberto Collari, che gli è ancora superiore ma è pur sempre il piu' grande pilota al mondo. La Abc Modellsport, la ditta tedesca produttrice della HARM, ha subito notato Piana tanto da inserirlo nella propria squadra ufficiale per la stagfione 2006; un grande premio per Gabriele ma strameritato. Gabriele corre nel Team GKM con HARM SX-3 WM Edition, motore Zenoah e gomme PMT; suo padre, Geremi per gli amici, è il suo insostituibile meccanico. Gabriele è anche diventato il Test Driver ufficiale della Firstone. Ha iniziato la stagione di gare ufficiali 2006 nel migliore dei modi, si è recato a Aversa per la 1a Prova di Campionato Italiano Expert e Selezione, ha ottenuto la Pole Position, unico a 31 giri con il nuovo Record della pista, vincendo poi anche la Finale. Gabriele era un pò nervoso a Aversa, perchè anche se nessuno gli aveva messo addosso delle responsabilità, la pressione per il debutto da pilota Ufficiale se l'è messa addosso da solo, e la cosa è anche comprensibile. Ha dimostrato di essere un pilota di talento, ma questo già si sapeva, ma soprattutto di essere un pilota freddo, capace di gestire brillantemente anche le situazioni piu' difficili e la pressione, che invece può farti commettere errori grossolani se non hai i nervi piu' che saldi. Bravo! Brava anche la mamma Lidia che si occupa degli ammortizzatori, veramente brava, che va a completare il lavoro di Beppe, sulle cui capacità di meccanico non ci sono ormai piu' dubbi. Una Famiglia da corsa!
Posted by stefanoberna at 19:44
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15.03.06
Massimo GIANNINI
Massimo Giannini, Agente di Commercio, è nato il 14 febbraio 1973 a Lucca. Ha iniziato a usare il radiocomando solamente nel mese di Ottobre del 2004, con un modello in scala 1:10. La passione lo ha subito divorato tanto che il mese successivo ha deciso di acquistare un modello 1:5, ha comprato una Technokit Junior e si è lanciato. Massimo è un ragazzo calmo, riflessivo, piuttosto freddo sul palco, ha iniziato a girare con cautela senza forzare, per imparare e per trovare piano piano il giusto feeling. E’ migliorato in modo sistematico e dopo breve era già in gara, dove ha dimostrato grande correttezza e rispetto per i piloti piu’ veloci ed esperti, un esempio da seguire. Dopo le prime naturali difficoltà, sono arrivate anche le prime soddisfazioni, tanto che sul bagnato dove ha subito dimostrato grande perizia, nel mese di marzo del 2005 Massimo ha addirittura ottenuto una sorprendente vittoria sulla pista di Lucca, guadagnata sul campo e non fortunosa. Questo risultato lo ha galvanizzato, ha acquistato una HARM usata in ottimo stato e si è lanciato, gare di Campionato Italiano Senior e addirittura ha disputato due Gran Premi EFRA, quello d’Italia e quello d’Austria dove ancora una volta con la pioggia ha fatto scintille. Il 2005 è culminato con il terzo gradino del podio ottenuto nel Trofeo HARM. I miglioramenti di Massimo sono stati notevoli e, per mettersi in condizione di poter dare il meglio nella stagione 2006, anche lui si è attrezzato, correrà con una HARM SX3-05 motorizzata Zenoah e con gomme PMT. La stagione 2006 per Massimo è iniziata alla grande, 3° posto nella 1a prova di Campionato Regionale Senior a Lucca, e 6° posto nella 1a prova di Campionato Italiano Senior a Aversa. Se chi ben comincia, è a metà dell'opera, è tutto dire! Grandissima prestazione di Massimo ad Arezzo nella 2a prova di Campionato Regionale Senior, Pole Position e vittoria; bravissimo!
Posted by stefanoberna at 19:12
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Pierluigi RICCI
Pierluigi Ricci è un lucchese DOC, nella vita di tutti i giorni fa il verniciatore ed è veramente bravo, è fidanzato con Laura ed ha una passione smisurata per le macchine radiocomandate e un entusiasmo contagioso. E’ simpaticissimo ed è di una disponibilità piu’ unica che rara. Se hai bisogno del suo aiuto non si tira mai indietro. Corre da diversi anni, va anche piuttosto forte, ma la sua esuberanza troppe volte gli è costata cara, non facendogli raccogliere ciò che meritava. Pierluigi è un caro amico, l’ho sempre seguito sia nell’assettare il modello che in pista, e lui, mi dice sempre che è la mia spina nel fianco, ma invece non è vero, aiutarlo per me è un piacere. Quando gli faccio da meccanico sotto il palco guida mi fa letteralmente sgolare, perchè sono spesso costretto a richiamarlo all’ordine vista la sua inclinazione a sbagliare per eccesso di foga, vuole sempre strafare ma, quando riesco a mantenerlo calmo diventa un osso duro. Mi ha dato anche belle soddisfazioni, come nel Trofeo Harm 2005 dove ha vinto la sua Finale da dominatore, in modo davvero imperioso senza concedere alcunchè agli avversari. La sua soddisfazione è stata immensa ma anche per me è stato un momento speciale. Piero mi fa veramente impazzire a volte; non ricordo bene in quale gara, ma questo non conta molto, conta quello che vi voglio raccontare : Pierluigi è in testa alla gara con largo margine sul secondo, ma come al solito tira un pò troppo, io mi preoccupo un pò e gli urlo “Piero, stai rischiando troppo, rallenta!”, lui serafico mi risponde “tranquillo Stefano stò andando pianissimo!”, ma per la serie ultime parole famose, lo speaker proprio in quel momento dice, nuovo giro veloce di Ricci Pierluigi! Io mi giro verso di lui e gli dico “Piero ma mi vuoi prendere per il c.....?!” e giu’ risate. Pierluigi è fatto così, prendere o lasciare, ma in fondo è proprio questo il suo bello. Genio e sregolatezza, capace di vittorie fantastiche e disfatte clamorose; una cosa però è certa, Piero non è mai banale, ottimo pilota e grande persona. Anche lui, e non potrebbe essere diversamente se non vuole essere ucciso, corre con HARM SX-3 05 motorizzata Zenoah e gommata PMT. Ultimamente Piero è molto occupato con la ristrutturazione della casa, però non lascia certo indietro il proprio automodello, tirato a lucido e pronto per correre.
Posted by stefanoberna at 15:32
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Andrea SENNI
Andrea Senni, imprenditore livornese, è appassionato di modellismo a tutto tondo fin da quando era un ragazzino, e si è avvicinato alle auto radiocomandate da competizione facendo da meccanico al figlio, che si è cimentato per un pò di tempo e con un certo successo nella categoria Rally Game. Poi il figlio ha abbandonato per dedicarsi a tempo pieno alla scherma, che pratica con successo ad alto livello, e Andrea per rimanere nell’ambiente degli automodelli ha iniziato a cimentarsi nell’On Road elettrico, che pratica tutt’ora, vincendo numerose gare. Nel 2003 Andrea ha scoperto la scala 1:5 e ne è rimasto abbagliato, ha acquistato dapprima una Technokit ma dopo solo una gara si è comprato una Harm. Andrea è alle soglie dei 50 anni, ma a vederlo guidare non si direbbe proprio, visto l’entusiasmo che mette nella guida. Andrea ha una famiglia numerosa e un lavoro impegnativo che gli lasciano poco tempo da dedicare al suo hobby, si allena pochissimo e questo si riflette sulla contiunuità delle sue prestazioni in gara. Va forte però, molto forte, è un grande attaccante e non ha paura di ingaggiare lotta con gli altri piloti. Disputa poche gare, ma quelle poche sono sempre gare importanti, come ad esempio quelle di Campionato Italiano. Di norma in quel tipo di competizione utilizza il venerdi come una seduta di allenamento, la fasi di recupero come Quarti e Semifinali per affinarsi ulteriormente e presentarsi poi in Finale al massimo della forma. Infatti è proprio così, in Finale va fortissimo, costantemente in lotta per il podio, peccato però che a quel punto la stanchezza per aver guidato così a lungo lo penalizzino facendogli commettere qualche errore di troppo. Se si potesse allenare con continuità sarebbe veramente un osso duro. Lui ad ogni modo non si preoccupa, corre solo per divertimento ed è sempre soddisfatto e sorridente, ottima persona ed ottimo pilota. Corre con HARM SX-3 WM Edition, motorizzata Zenoah by Hobby Center e gommata PMT. Strepitoso 2° posto, in scia al vincitore Canteri, di Andrea nella 1a prova di Campionato Italiano Senior 2006 a Aversa. Andrea ha disputato una gara maiuscola che solo per un soffio non lo ha visto vincitore!
Posted by stefanoberna at 14:14
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10.03.06
Nicola Costantino MARRONE
Non ricordo se fosse maggio o giugno, faceva caldo però, era il 1996 e mi trovavo a Castelvenzago per disputare una prova di Campionato Italiano Fuoristrada scala 1:8. Durante le fasi di recupero domenicali, mi pare fosse un 64esimo, la mia attenzione fu attirata da un ragazzino che guidava come un demonio, che infilava gli avversari come birilli, e che passava da una fase all’altra con una scioltezza incredibile. La sua rimonta, se non ricordo male, si interruppe negli ottavi di finale per un guasto meccanico, ma nella fase precedente aveva realizzato una prestazione che non sarebbe piu’ stata battuta, nemmeno durante le Semifinali; una parola sola, fantastico! Andai a cercarlo per conoscerlo, e sapete chi era? Nicola Costantino Marrone! Pilota velocissimo, guida pulita e testa fredda, educato e gentile, una persona speciale, seguita con passione e amore dal padre Salvatore. Alla fine di quell’anno io incontrai la scala 1:5, fu un colpo di fulmine che mi portò ad abbandonare le piste da Fuoristrada. Marrone però quel giorno mi aveva fatto una grande impressione, quindi continuai a seguire la sua carriera attraverso le riviste specializzate, per verificare se le mie aspettative si fossero concretizzate. Nicola non mi deluse, anzi, sia nel Fuoristrada che nel Rally Game, non perse mai occasione di dimostrare il proprio grande talento. C’è però da dire, che non raccoglieva quanto meritava, perchè la sfortuna, che ha caratterizzato gran parte della sua carriera, non gli dava tregua; adesso che questa fase sembra passata i Big della scala 1:5, dovranno tenere in debita considerazione il pilota campano nell’Europeo, che quest’anno si correrà in Grecia nel mese di Luglio. Nel 2000 mi recai a Aversa, per la 1a prova di Campionato Italiano 1:5 e con grande sorpresa vi trovai anche Nicola, che per non smentire ciò che pensavo di lui, senza un’esperienza specifica della categoria, realizzò il quarto tempo, accedendo alla Finale diretta che all’epoca ancora esisteva. In Finale come solito ebbe problemi e giunse settimo, in una gara dominata dai suoi compagni di squadra alla Dynamic, Baruzzi e Pellegrini. La stagione di Nicola culminò con la Semifinale diretta al Campionato Europeo di Sollenau in Austria, ebbe sfortuna anche li ma lasciò il segno. Gli anni successivi hanno regalato a Nicola, solo amarezze, fino al 2005 che per lui rappresenta la svolta. Entra nel Team ufficiale della Technokit andando subito a vincere con merito e senza discussioni il Campionato Italiano Expert, un obiettivo sacrosanto che meritava però di raggiungere molto prima. Per quest’anno Marrone ha deciso di cambiare squadra e di tornare alla Dynamic con cui ha debuttato a Aversa, sia in qualifica che in gara ha duellato con Gabriele Piana, che lo ha preceduto sul traguardo per appena due secondi. Lui e Gabriele sono stati i piu’ veloci a Aversa, e nemmeno la Finale lotteria a causa della pioggia ha cambiato le carte in tavola. La stagione di Nicola è partita alla grande, nonostante la conoscenza del nuovo automodello sia ancora limitata, quindi se il bel giorno si vede dal mattino.....Nicola è ormai un uomo, ma io vedo ancora quel ragazzino, che in una giornata assolata di tanti anni fa, saltava piu’ in alto e piu’ lontano di tutti! Suerte siempre Nicò!
Posted by stefanoberna at 14:19
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28.02.06
Stefano BELLUCCI
Stefano Bellucci, pratese, 45 anni, è un pioniere della scala 1:5, quando a fine ’96 io mi sono avvicinato per la prima volta alla disciplina che mi avrebbe stregato, lui già vi correva da piu’ di un anno. Era il pilota da battere, guida pulita esente da errori, veloce e concreto, Bellucci vinceva spesso, molto spesso. Stefano corre per puro divertimento, quando gli impegni di lavoro e la Famiglia, gli concedono un pò di tempo libero. Ci sono stagioni in corre di piu’ e altre in cui corre meno, il suo talento però è rimasto intatto anche con il passare degli anni, tanto che ancora oggi è un pilota molto veloce, da tenere sempre in debita considerazione. La guida pulita ed esenziale è rimasta immutata, così come la capacità di sbagliare poco. Stefano è un gran signore, dentro e fuori le piste, educato e garbato, una persona elegante, per cui nutro grande stima. Ha corso con svariati modelli, dalla Fg alla Yankee e alla Harm, con cui tutt’ora gareggia. Dopo un paio di stagioni, in cui si è visto raramente sui campi gara, quest’anno è tornato con una certa assiduità e alla prima prova di Campionato Regionale Toscano, si è aggiudicato la vittoria in modo netto ed indiscutibile, nella categoria Senior. Bentornato Stefano!
Posted by stefanoberna at 19:46
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13.02.06
Massimo STEFANI
Massimo Stefani, è un tipografo lucchese, è nato il primo giugno 1957, è un grande appassionato di automodelli radiocomandati, con cui ha iniziato a divertirsi piu’ di tredici anni fa. Come capitava un pò a tutti alcuni anni orsono, si è avvicinato a questo mondo affascinante con un modello in scala 1:8. Nel 1997 però, si è lasciato conquistare dai modelli della Large Scale che iniziavano ad imperversare anche in Italia, decidendo di dedicarcisi acquistando una Dynamic. Come era facile immaginarsi, Massimo rimase entusiasta da questi modelli Big, tanto da decidere di acquistare una Harm, mi sembra nel 2001, dopo averne provato una in pista e rimanendone impressionato. L’anno stesso in occasione del Trofeo Harm, ha avuto la fortuna ed il privilegio, di vincere una Harm Street a sorteggio, messa in palio dalla B Racing, importatrice della Harm in Italia e patrocinatrice della manifestazione. Massimo è un appassionato entusiasta, e questo suo entusiasmo si intravede anche nella sua guida esuberante, sempre un pò al limite, tipico di chi guida con grande passione e spirito di puro divertimento. Certamente se Massimo si allenasse di piu’, potrebbe migliorare molto, ma a lui non interessa piu’ di tanto, lo fa solo per divertimento, e si diverte sul serio, senza essere schiavo delle gare, dei tempi sul giro e via dicendo. Fa bene a fare così, a dedicarsi anche ad altri hobby che lo attraggono molto, come le moto e le biciclette ad esempio. Massimo ama anche lavorare sull’automodello, e non solamente guidarlo, è bravo anche; pensate che ha realizzato da solo i freni della macchina ed altre piccole interessanti modifiche, insomma un appassionato vero, a 360°!
Posted by stefanoberna at 18:18
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07.02.06
Stefano GRASSI
Stefano Grassi, imprenditore pratese, over quaranta come il sottoscritto, è il pilota toscano piu’ vecchio, ma solo come anni di attività e non anagraficamente. Stefano ha iniziato a gareggiare con i modelli da pista scala 1:8 che era ancora un bambino, negli ultimi anni si è dedicato stabilmente alla scala 1:5 ma certamente la sua passione non è calata, semmai sono stati certi atteggiamenti e certe scelte che alcuni costruttori hanno preso a fargli calare un pò la voglia, certamente la voglia di guidare è rimasta intatta. Stefano è stato uno dei primi piloti ad utilizzare in Italia una Harm, cambiando poi negli anni con altri automodelli, per tornare ad utilizzare nel 2005 l’automodello tedesco. L’automodello di Stefano è sempre pulitissimo e ben curato, specchio fedele del suo carattere, perchè Stefano è una persona ordinata, precisa e ben educata, intelligente e arguta; un’ottima persona. Stefano Grassi guida molto bene, veloce ma mai sopra i limiti suoi e della macchina, la sua guida è pulita ed essenziale, uno che nella lotta di vertice lo trovi sempre. L’unico vero limite di Stefano è rappresentato dalla emotività che in gara lo condiziona un pò, tenendolo un pò a freno. Tutto sommato però a ben pensarci, forse un grosso limite non lo è, visto che guidando un pò sotto al proprio limite difficilmente si sbaglia, cosa che a Grassi capita di rado almeno negli ultimi due anni. Stefano infatti come il vino buono è migliorato con l’età, tanto che la stagione 2005 appena conclusa è stata decisamente la sua migliore. Ha partecipato al Campionato Italiano dove è stato sempre protagonista, e solamente la sfortuna gli ha impedito di lottare fino alla fine per la sua conquista; l’ultima prova disputata a Iolo, lo ha visto andare vicinissimo alla vittoria di tappa, vittoria purtroppo sfumata per un veniale errore di guida. La stagione 2005 lo ha però Laureato Campione Toscano, ed è un Titolo importante visto l’altissimo livello di competitività di questa regione; pensate che in Toscana ci sono sempre quattro/cinque piloti che ogni anno corrono Europei e Mondiali; quindi correre e vincere qua significa andare forte!
Posted by stefanoberna at 19:44
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Gianmarco e Renzo RAZZI
Gianmarco Razzi, è un giovane pilota pratese, figlio d’arte, anzi nipote d’arte. Suo Nonno Fiorello è stato un pioniere nel mondo del karting, allora si chiamavano go kart, poi ha fatto da valente meccanico al Figlio Renzo, Padre di Gianmarco, che in passato è stato un Campione nell’aereomodellismo, che attualmente oltre a gestire un negozio di modellismo a Prato, Model Market, tra una minimoto e una supermotard si diletta anche a guidare gli automodelli con buona attitudine, vincendo alcuni anni fa, per la precisione nel 2002, una Finale Senior nel Trofeo Harm. Gianmarco è veramente un bravo ragazzo, misurato, gentile e molto disponibile. Non è un pesce lesso però, e quando si scatena tenerlo è un’impresa, lo sò perchè ho le prove; mi piace molto, è uno giusto. Oltre a questa premessa va detto che Gianmarco è un gran pilota, veramente veloce, guida pulitissima e sagacia tattica. Lo scorso anno ha disputato un Mondiale Super, combattendo ad armi pari con piloti ben piu’ blasonati di lui; è un grande! Stupenda anche la sua vittoria nell’ultima prova di Campionato Italiano a Codana nel 2004; ultimo staccato quasi di un giro ha ripreso tutti andando a vincere, magico! Qualche anno fa gli mancava la grinta e tendeva ad accontentarsi in gara, ma adesso non è piu’ così, ha trovato quella giusta cattiveria agonistica fondamentale per competere ad un certo livello. Il piu’ grosso difetto di Gianmarco è che lavora poco sulla macchina, in questo senso è un pò pigro, il Padre però ha poco tempo per poterci lavorare e questo fa si che spesso arrivino sul campo gara con la macchina che non è a posto; il bello è che Gianmarco si irrita pure se la macchina non cammina come vorrebbe - “Curala di piu’ giovanotto e vedrai che poi cammina!”. Lo capisco però, alla sua età è giusto che preferisca la compagnia delle ragazze, degli amici e dei videogames, però almeno una sera alla settimana la potrebbe anche dedicare alla manutenzione del modello. Quando guida come sa però, gli si perdona tutto! Corre con una HARM SX-3 WM Edition motorizzata Zenoah by Hobby Center e gommata PMT. Si può dire che in questa Famiglia vanno tutti come dei Razzi, e non poteva essere diversamente con un cognome così!
Posted by stefanoberna at 00:34
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04.02.06
Holger REINERT
Holger Reinert, è un pilota tedesco piuttosto conosciuto nell’ambiente dell’unocinque, è un pilota ufficiale della Harm. Oltre a correre Holger si occupa di collaudare in gara, i nuovi pezzi del modello per verificarne l’efficacia, prima di introdurli sul mercato. I nuovi freni meccanici a filo della Harm, validissima alternativa per chi non vuole piu’ impegnarsi con quelli idraulici, sono stati sviluppati proprio da lui; li ha utilizzati per diversi mesi prima di dare l’ok alla produzione. E’ molto serio e scrupoloso, come del resto la Harm, nel pieno rispetto della migliore tradizione teutonica. Ho voluto presentarvelo perchè ho pensato fosse giusto che voi che possedete una Harm, poteste conoscere il volto e la storia di un ragazzo che mette a punto quei magnifici gioielli che guidate nei fine settimana. Non pensiate però che Holger sia solo un collaudatore, lui è un pilota con la “P” maiuscola, è uno che va veramente forte, anzi di piu’. Tanto per dissolvere qualsivoglia dubbio, è sufficiente ricordare il terzo posto che ha ottenuto al Campionato Mondiale 2001, corso a Ettlingen in Germania; dopo metà gara era primo con un giro di vantaggio su tutti, il Titolo era ormai alla sua portata quando si è rotto il differenziale relegandolo sul gradino piu’ basso del podio; questo colpo di sfortuna però non toglie nulla alla sua strepitosa gara. Negli anni seguenti per diversi motivi non ha potuto raccogliere quanto sperato, ma resta un grandissimo pilota. Nel 2001 era un pò cicciottello, poi come ho fatto io, si è tolto di dosso una quarantina di chili con una dieta, tanto da sembrare un’altra persona. E’ un ragazzo simpatico, gentile e disponibile, con cui è piacevole fermarsi a bere una birra facendo quattro chiacchiere, un tipo a posto. Corre ovviamente con una HARM SX-3 con motore Zenoah by MH e gomme PMT.
Posted by stefanoberna at 00:31
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Giuseppe BUSCARINO
Giuseppe Buscarino, Beppe per gli amici, abita a Ceparana in provincia di La Spezia, e sempre a La Spezia è nato 13 agosto 1981; è purtroppo uno dei pochi piloti liguri della categoria 1:5 assieme al genovese Massimo Esposito. Beppe è un super appassionato di automodellismo radiocomandato, ma è soprattutto la Big Scale a far battere il suo cuore. Beppe è veramente un ottimo ragazzo, gentile, disponibile e sempre sorridente; ha un sorriso veramente contagioso. Il suo lavoro gli complica un pò la vita, nel senso che gli concede pochissimo tempo da dedicare al suo hobby; addirittura nell’ultimo anno non ha piu’ potuto girare, non ha smesso però, me lo ha confermato per telefono, è solo un pò latitante. La passione però non lo molla, soffre e aspetta con impazienza il momento di tornare a calcare l’asfalto delle piste. Beppe ha iniziato nella scala 1:5 a fine 2003 con una Harm, ma ha girato pochissime volte, tanto da poter ancora essere considerato un Rookie; è ancora un pò acerbo nella guida, e non potrebbe essere altrimenti , ma non se la cava affatto male, perchè è uno che la macchina la porta alla fine. Il suo miglior risultato in gara rimane lo splendido secondo posto, ottenuto nel 2004 nella Finale Junior del Trofeo Harm, un piazzamento meritato che lo ha giustamente riempito di gioia e orgoglio. Torna presto in pista Beppe, ti aspettiamo!
Posted by stefanoberna at 00:29
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02.02.06
Emanuele D'AMICO
Emanuele D’Amico è di Prato e ha solo 10 anni. E’ un bambino dolcissimo, ottimamente educato, parla poco ma sorride molto, anche se timidamente. Non è una mascotte però, è un pilota, e anche con la “P” maiuscola! E’ un figlio d’arte, suo padre è Saverio, conosciutissimo e valente pilota nella scala 1:5 da diversi anni, da cui è evidente, ha ereditato la passione e anche il talento. Emanule corre da pochissimo tempo, circa quattro mesi, e va già fortissimo! Non mi credete? Ebbene il piccolo D’Amico, dieci anni ve lo voglio ricordare di nuovo, dopo essersi allenato un pò, ha debuttato alla fine di Ottobre a Lucca nel Trofeo Harm, e con una macchina vecchia di sei anni, è andato a vincere da dominatore la Finale Senior, pazzesco! Emanuele era alla sua prima gara ma ha guidato come un pilota esperto, mi ha stupito, impressionato, per talento e acume tattico, soprattutto in considerazione della sua giovananissima età, sicuramente la Toscana ha scoperto un nuovo, grande talento. Suo padre Saverio, facendogli da meccanico ha sofferto come mai gli era capitato da quando frequenta le piste, ed è assolutamente normale che sia così. Saverio è un pilota velocissimo ma sono convinto che suo figlio andrà ancora piu’ forte, in fondo è la naturale evoluzione della specie. Non si sono emozionati solo i genitori di Emanuele, anche io non ho potuto rimanere indifferente di fronte a un simile risultato. Il Nonno di Emanuele come premio gli ha regalato la nuova Harm SX-3 WM Edition, e la vecchia gloriosa macchina vincitrice, è toccata di nuovo a Saverio! Emanuele nella storia e per l’età, mi ricorda tanto Andrea Catalani e gli auguro di diventare veloce quanto lui!
Posted by stefanoberna at 19:47
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Bernard Alain ARNALDI
Bernard Alain Arnaldi, BA per gli amici, giovane francese, è uno dei miglori piloti al mondo nella scala 1:5; è pilota ufficiale della Harm, e distrubutore esclusivista della stessa sul mercato francese. BA è molto giovane, ma nonostante questo conta già una vasta esperienza. E’ un pilota velocissimo, grintoso e fortemente motivato; è un grande attaccante e con gli anni ha imparato a canalizzare in modo positivo tutta la sua energia, senza incorrere piu’ in grossolani errori come gli capitava in passato. BA va veramente molto, ma molto forte, chi non lo ha mai visto all’opera probabilmente non si rende conto di quanto. Lo scorso anno BA è venuto una volta a provare a Lucca per la gioia e la sorpresa dei fortunati piloti presenti. Una delle prime volte che ho visto in azione il francesino è stato nel 2001 a Ettlingen, in Germania, durante il Campionato Mondiale, a quel tempo guidava una FG, andava come il vento e avrebbe potuto anche vincere se non avesse disintegrato la macchina per eccesso di confidenza. Nel 2002 all’Europeo francese di Brest ha avuto un pò di problemi e non ha brillato. Nel 2003 è passato alla Harm ed è giunto secondo alla spalle di Feldmann nell’Europeo in Lussemburgo, nel 2004 all’Europeo Croato di Zagabria, ancora secondo dietro al tedesco Feldmann. Nel 2005 all’Europeo svedese non ha brillato per alcuni guai tecnici, mentre al Mondiale Svizzero di Lostallo è salito sul podio come terzo, un grande risultato questo, anche in considerazione del fatto che non ama affatto la pioggia. Questi risultati testimoniano da soli sulla bontà delle doti di guida di BA, che fa parte dei grandi al mondo, quelli inavvicinabili! Adesso però vuole vincere un Titolo, perchè questi piazzamenti, pur se molto prestigiosi, non lo soddisfano piu’. Sui campi gara è sempre seguito dai genitori, molto simpatici, e dal fratello JB che gli fa da meccanico.
Posted by stefanoberna at 19:46
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Simone MORFINI
Simone Morfini, Ingegnere di Tirrenia, si diletta con i modelli della Big Scale già da qualche anno, all’inizio con una SVM profondamente modificata da lui stesso. Frequentava però le piste di rado per motivi di tempo. Lo scorso anno si è comprato una HARM ed ha iniziato a frequentare assiduamente i campi gara. Ha una passione enorme e anche una discreta conoscenza tecnica portatagli dai propri studi, lavora molto sulla macchina, anche se la pulisce poco, modifica anche molto tra le altre cose. Non sempre ci prende è ovvio, ma così facendo, ragionando con la sua testa e facendo esperienza, la sua capacità di assettare il modello è destinata a migliorare inesorabilmente. Lui vuole giustamente essere autonomo e non segue pedissequamente ciò che fanno gli altri piloti, e personalmente condivido molto il suo atteggiamento. Anche io ho appreso quello che so piano piano, provando mille cose da solo, ma chiedendo anche aiuto a chi ne sapeva di piu’ me, e di cui sapevo di potermi fidare. E’ importante, molto importante crearsi un bagaglio tecnico personale, per potersi assettare al meglio l’automodello in maniera autonoma senza starsene li ad aspettare che qualche anima buona, o delle gomme fenomenali, risolvano tutto. Simone è una testa dura che arriverà, sono sicuro. E’ anche un pilota piuttosto dotato e in continua crescita, una crescita parallella a quella della sua auto. Ha una passione ed un entusiasmo incredibili, parlerebbe di macchine per ore intere. Di lui ricordo in particolare una strepitosa vittoria ottenuta a Lucca con pista bagnata, una gara perfetta senza la minima sbavatura, dominata e giustamente vinta. Molti non sono d’accordo, ma io credo che per andare forte con il bagnato sia richiesta una sensibiltà ed un talento superiori, e quindi che un pilota non possa ritenersi completo se non riesce ad andare forte anche in quelle condizioni.
Posted by stefanoberna at 19:42
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31.01.06
Alessandro BIANCHI
Alessandro Bianchi, figlio d'arte, è nato a Viareggio il 7 agosto 1981. Corre fin da piccolissimo con i modelli radiocomandati, ma nei primi anni lo ha fatto saltuariamente e solo per divertimento. Quando verso la fine degli anni '90 ha iniziato a praticare l'attività con continuità e dedizione, ha subito mostrato di avere un potenziale molto elevato, grandissima velocità di base, grinta da vendere e un colpo d'occhio eccezionale che lo rende, nelle chicane veloci imbattibile. Senza ombra di dubbio il pilota piu' veloce che abbia mai visto percorrere una esse. Il maggior difetto di Alessandro è rappresentato dal suo pollice sinistro, quello del gas, che lui vuole sempre tenere giu', questo fa si che quando la macchina è perfetta nell'assetto stargli dietro sia impensabile, quando invece il modello non è a posto lo disintegra, con somma disperazione di suo padre Giovanni che gli fa anche da meccanico. Alessandro è un pò troppo irascibile, e la cosa a volte compromette la sua concentrazione, ma è normale vista l'enorme grinta di cui dispone; è però un grande pilota, un vero cavallo di razza. Nel passato recente, si parla di un paio di anni fa, quando si allenava con assiduità, nel Rally Game e nella categoria 1:10 era quasi imbattibile, tanto da vincere un Campionato Europeo e due Campionati Italiani e non so piu' quante gare; una vera macchina da guerra! Ultimamente ha un pò mollato, si allena poco e ovviamente i risultati ne hanno un pò risentito, ma quando lo si vede guidare si intuisce subito che il suo talento è rimasto intatto, cristallino. Nella stagione 2006 ha deciso di cimentarsi nella scala 1:5 con la HARM, ed era l'ora, e se si allenerà con dedizione come ha promesso, sarà un osso duro per tutti, garantito!
Posted by stefanoberna at 19:06
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Sandro ORSINI
Sandro Orsini, livornese, è in ordine di tempo l’ultimo ad essere entrato nel nostro splendido mondo. Sandro però non è un neofita, viene dal Rally Game in cui ha corso alcuni anni. Essendo amico di Andrea Senni ha scoperto la scala 1:5 e l’estetica accattivante di questi modelli lo hanno subito colpito. Ci ha pensato un pò su, e poi si è comprato una HARM e si è buttato nella mischia, negli ultimi mesi dell’anno passato. Sandro ha dimostrato subito di essere uno capace, veramente buona la sua attitudine. Deve certamente fare un pò di esperienza, soprattutto per quanto concerne la conoscenza degli assetti, sono convinto però che riuscirà abbastanza presto anche perchè cura in modo maniacale il modello, pulitissimo ogni volta che arriva in pista; e la precisione a mio avviso è la prima qualità necessaria se si vuol diventare un buon meccanico. Dicevo dunque che Sandro va forte e, lo ha dimostrato subito, quando da debuttante si è presentato al Trofeo HARM 2005 riuscendo a giungere secondo nella Finale Senior; non male vero? Si è subito innamorato della categoria rimanendo in primis impressionato dalla correttezza in pista dei piloti unocinque; i doppiati agevolano sempre il sorpasso e molto raramente si vede un pilota compiere una scorrettezza per superare un avversario, cosa che in altre categorie non accade. La correttezza nell’1:5 va anche ascritta al lavoro svolto dal nostro Dirigente Nazionale Thomas Capasso, che si è molto impegnato per educare i piloti alla sportività. I risultati ottimi, sono sotto gli occhi di tutti.
Posted by stefanoberna at 18:55
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Roberto SANTINI e Rossano COSTANTINI
Roberto Santini, a sinistra nella foto, e Rossano Costantini a destra. Umbro il primo, Toscano il secondo, sono due ragazzi molto diversi tra loro, diversa l’età, Santini è molto piu’ giovane, differente l’estrazione sociale, agli antipodi i caratteri, estroverso, allegro e scanzonato Santini, serio e taciturno Costantini, completamente differente lo stile di guida, spettacolare, esuberante quello di Santini, pulito, essenziale e tremendamente efficace quello di Costantini. Due piloti e due persone agli antipodi, ma legate da una medesima passione e da un profondo rispetto reciproco. Questa foto li ritrae insieme in un giorno speciale ed indimenticabile per entrambi; Lucca 2001. Rossano Costantini si laureò Campione Italiano Senior cat. 1:5 e Roberto Santini si classificò secondo alle sue spalle, entrambi con Harm-Solo-Pmt. Un giorno speciale per tutti e due, un giorno speciale e forse irripetibile, visto che per motivi diversi entrambi hanno smesso di gareggiare. Un vero peccato, perchè sulle piste oltre alla mancanza di due grandi piloti, personalmente avverto l’assenza di due amici con cui ho condiviso momenti da ricordare. Santini è stato una meteora, è arrivato nel nostro ambiente nel 2000, grazie al talento e al capace aiuto del meccanico Fabio, si è messo in luce subito scalando rapidamente le vette sino a sfiorare il successo nel Campionato Italiano di Lucca nel 2001. Nel 2002 dopo alcuni risultati insoddisfacenti si è ritirato con mio grande rammarico, perchè la vivacità e simpatia di Roberto erano assolutamente contagiose. Rossano Costantini è stato, senza tema di smentita, uno dei migliori piloti che abbia mai incontrato, in assoluto. Un talento straordinario che avrebbe potuto fargli vincere probabilmente qualsiasi cosa, frustrato però dall’impossibilità di dedicarsi a questa attività in modo continuativo e dedicato. Nonostante non potesse in pratica mai allenarsi, Rossano quando si presentava in pista la domenica mattina, molto di rado purtroppo, impartiva severe lezioni di guida a tutti, un fenomeno. Rossano abbinava ad una guida pulitissima, un grande acume tattico, una costanza di rendimento pazzesca, unite ad una grande capacità di assettare al meglio l’automodello. Oltre a tutte queste doti bisogna aggiungere che Costantini non sbagliava mai. Un pilota straordinario, come si potrebbe definire altrimenti un pilota che si presenta in pista per un Campionato Italiano, dopo aver guidato si e no tre volte nei nove mesi precedenti, e lo vince da dominatore!? Grandi ragazzi! In bocca al lupo ad entrambi.
Posted by stefanoberna at 18:52
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Mauro MONCINI
Mauro Moncini, nella vita elettricista e installatore di impianti d’allarme per appartamenti, è nato a Lucca il 21 ottobre 1970. E’ una persona garbata e educata, teme sempre di disturbare e quando si avvicina per chiedere qualche consiglio lo fa sempre con molta discrezione. La sua correttezza è esemplare anche in pista, a volte è persino troppo buono e per agevolare il sorpasso di colleghi piu’ veloci, sovente esce persino dal tracciato. Mauro guida con calma, non vuole assolutamente strafare, non va mai oltre i propri limiti e si diverte veramente. Si è avvicinato a questo affascinante mondo nel 2003 con una Technokit da Rally Game, l’automodello e la categoria richiedevano però troppo tempo e dedizione, convincendo Mauro a passare alla categoria 1:5, meno impegnativa nella gestione per chi come lui ha poco tempo da dedicare all’hobby e che quando va in pista lo fa solamente per divertimento. Deciso a comperarsi una unocinque, ha optato per una HARM d’occasione e da subito è rimasto colpito dalla bellezza e dal realismo di questi modelli di taglia Large. Ha iniziato quasi subito a correre sulla pista di Lucca, che di media organizza un paio di gare al mese, avendo l’ulteriore conferma che la scala 1:5 era la categoria che faceva per lui. Si è classificato quarto nella Finale Junior del Trofeo Harm 2004 e terzo, dopo essere stato a lungo secondo, nella Finale Junior del Trofeo Harm 2005. Gli evidenti miglioramenti avuti lo hanno convinto a continuare, la sua serenità ed entusiasmo devono essere presi ad esempio. Mauro corre con HARM SX-3 WM Edition, motorizzata Zenoah e gommata PMT.
Posted by stefanoberna at 15:27
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Luca MARSALLA
Luca Marsalla, lucchese, è nato il 28 maggio 1964, è mio coetaneo visto che ha solo 16 giorni meno di me, corre da molti anni con grandissima passione. Ha gareggiato in diverse categorie, dall’1:8 pista all’1:5, prima con la Formula 1 della Dynamic e successivamente nella Touring Car con la Harm. Luca guida in modo esuberante, segno della passione che lo anima, e negli ultimi due anni è molto migliorato, soprattutto nella gestione di gara e nella costanza di rendimento. Nel passato alternava ottime prestazioni ad altre meno convincenti, e soprattutto commetteva troppo errori anche perchè guidava spesso oltre il limite, magari con assetti non al top. Oltre a migliorare nella guida e nella continuità, Luca è anche divenuto un ottimo preparatore e difatti il suo automodello è quasi sempre assettato al meglio. Ama sperimentare cose nuove a livello di assetto, non sempre ci azzecca, ma questo approccio lo ha portato a diventare bravo. Quando migliora il mezzo di cui si dispone migliorano anche le prestazioni. Negli ultimi anni infatti i risultati di Luca sono diventati di alto livello, secondo classificato assoluto nel Trofeo Harm del 2003 e alcune convincenti vittorie, e vincere in Toscana capita di rado ed è tutt’altro che semplice visto l’elevatissimo livello di piloti che vi corrono. Se fino a due tre anni fa Marsalla raccoglieva poco, adesso non è piu’ così e tutti gli avversari sanno di dover fare i conti anche con lui in gara, e quando questo si verifica significa che si va forte ed il resto non conta. Rimprovero spesso a Luca di pulire poco il modello, io poi sono fissato per i modelli puliti, ma meccanicamente è sempre a posto. Tecnicamente la migliore qualità di Luca è quella di andare particolarmente forte sul bagnato. Corre con HARM SX-3, motore Zenoah e gomme PMT.
Posted by stefanoberna at 14:03
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