03.10.08

Conosciamo meglio il Campione del Mondo Hara

il trionfo 500x.jpg

Atsushi HARA è il Campione Mondiale 2008 tra i Buggies 1:8 a scoppio, e questo, lo sappiamo tutti. Ma Hara lo conosciamo poco, viene dal lontano Giappone e soprattutto dal mondo dell'elettrico, che noi "scoppiettari conosciamo poco". Ho letto su NEO-BUGGY.NET una sua intervista molto bella, e, ho deciso di tradurla per voi, in modo che possiate conoscere un pò meglio questo grande pilota, anche dal lato umano, dove si rivela essere simpatico e con la testa sulle spalle.

Hara da bambino
hara piccolo 500x.jpg

“Ho iniziato con i modelli rc nel 1990 quando avevo 10 anni, nell’elettrico off road con una Kyosho Turbo Optima. Nei primi 5 anni ho gareggiato solo nell’off road, quindi, le mie origini sono da fuoristradista. Quando ho deciso di passare al Touring, categoria molto popolare in Giappone, ho scelto di utilizzare una Yokomo, perché la Yokomo si impegnava soprattutto in questa categoria. Con la Yokomo ho vinto il Campionato Giapponese ed il Titolo Mondiale del 2000, disputatosi in Giappone, battendo il mio compagno di squadra Mark Pavidis ed il mio ex compagno di squadra Masami Hirosaka.”

Hara in Action a Charlotte
hara in action 500x.jpg

“Nel 2001 ho scelto di passare alla HPI, quando cioè la HPI ha deciso di impegnarsi seriamente nelle competizioni con il modello RS4 Pro 3, che aveva un design unico a quel tempo. Nel 2002 la HPI ha realizzato anche un modello da fuoristrada a scoppio scala 1:8; ma non avendo io alcuna esperienza di scoppio, non ci ho mai gareggiato, sino a quando il Boss della HPI non mi ha chiesto di provare. Gli ho detto di si, ma gli ho anche detto che avrei avuto bisogno di un meccanico. Mi disse di si, e fu così che Masayuki Miura, che aveva lasciato la Tamiya per la HPI, divenne mio meccanico nelle gare Buggy 1:8 a scoppio, e non solo, a partire dal 2003.”

Hara con il meccanico Miura
collage con miura 500x.jpg

“Nel 2003 ho passato molto tempo negli USA per le gare di elettrico on e off road, cosicché la mia prima e vera gara tra i Buggy 1:8, la disputai proprio negli States e precisamente a Helmet in California; era una gara libera. Io e Miura ci recammo in pista con il Buggy ed il Truggy Lightning della Hot Bodies, senza sapere niente di gomme, assetti, olii ammortizzatori, durezze differenziali e così via......Insomma la gara fu un disastro. Per il resto dell’anno, tra una gara di elettrico e l’altra, ci siamo allenati e allenati, sia in USA che in Giappone, a seconda insomma di dove ci trovavamo per correre. La mia seconda gara l’ho disputata nel 2004, al Silverstate. Il mio passo gara non era molto buono, ma riuscii comunque ad accedere alla Finale, dove arrivai 7° o 8°. Tutte le ore di allenamento stavano iniziando a pagare, e pure il mio divertimento cresceva. I piloti americani erano velocissimi e gareggiare con loro era assolutamente fantastico. Capii però che allenandomi ancora, un giorno avrei potuto tenere il loro passo.”

Le prime auto a scoppio
le due auto 500x.jpg

“Nel 2004 avrei voluto andare al Mondiale Svedese, ma dopo averne parlato con Miura ho rinunciato, perché abbiamo convenuto che fosse troppo presto, che non fossi ancora pronto. Ho però dovuto aspettare molto, perché non potendo essere presente al Mondiale Indonesiano del 2006, sono stati 5 gli anni di attesa per disputare il mio primo Mondiale, ed è stata un’attesa veramente dura! La cosa buffa però, è che non è stata la prima volta in cui ho vinto alla mia prima apparizione. Quando ad esempio vinsi il campionato Giapponese nel 1996, era la prima volta che partecipavo. Stessa cosa quando vinsi il Campionato Mondiale nel 2000; fu il mio primo Mondiale Touring Car e lo vinsi. E oggi questo, il Titolo Mondiale Buggy 1:8 a scoppio. Davvero incredibile!”

Bella coppa; il sogno di molti!
coppa mondiale 500x.jpg

“Durante la semifinale di Charlotte, la mia Hot Bodies D8 era davvero competitiva, ma usando le Proline Hole Shot M3, e sapendo che non potevano durare per un’ora di Finale, era chiaro che non avrei avuto alcuna possibilità di vincere. Prima della Finale non avevo ancora provato le nuove Proline Revolver, dunque non sapevo cosa fare. Il mio compagno di squadra Travis Amezcua però, le aveva usate con ottimo profitto in semifinale, palesando un basso consumo del battistrada. Ho così deciso di usarle anche io in Finale, pensando di avere un 10% di possibilità di vincere o giù di lì. E’ successo, ho vinto il Campionato del Mondo, e ancora non riesco a crederci!”
Posted by stefanoberna at 14:40 | Comments (0)

08.03.06

Intervista a Thomas CAPASSO
Capasso e Signora 500x.jpg
Intervista con Thomas Capasso, Responsabile Nazionale A.M.S.C.I. Scala 1:5

Ciao Thomas, raccontaci qualcosa di te......

Sono nato in Sud America, precisamente in Venezuela 40 anni fa, ho cominciato con questo giochino grazie ad un amico e collega di lavoro, che un giorno ha portato il suo automodello in ufficio…e l’amore è nato immediatamente! Sono entrato quasi subito nel mondo delle gare con un modello Rally Game, per passare un anno dopo a correre nei regionali Pista 1/8 in Toscana, dove mi sono classificato secondo il primo anno, e primo nel secondo anno. Ho partecipato a diversi Campionati Italiani ma purtroppo mi ha sempre accompagnato la Signora “Sfiga” …

Quando e come mai hai deciso di entrare nell’AMSCI da Dirigente?

Sono entrato a far parte del Direttivo, quattro anni or sono, quando la situazione della Federazione era oramai vicina al collasso, e subito dopo la mia partecipazione al Campionato Italiano 1/8 a Viterbo, dopo aver visto con i miei stessi occhi quanto era “serio”, si fa per modo di dire, un Campionato Italiano. Ma tralasciamo che è meglio. Non mi piaceva come andavano le cose, sono entrato nell’A.M.S.C.I nella speranza di poterle migliorare.

Come hai trovato la situazione della Federazione al tuo ingresso?

Una sola parola che dice tutto da sola…. “ ridicola”! Non c’era niente che funzionasse come doveva, una situazione veramente dura da risollevare.

Hai scelto di seguire la scala 1:5, come mai?

Forse perchè è la categoria con meno esaltati, di tutto questo sport. Persone veramente adulte, piu’ mature, dove il “parlare” porta a conclusioni positive, e dove il rispetto non manca mai.

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel gestire la Big Scale?

La maggior difficolta’ incontrata nella Big Scale, è stato il dover “stravolgere” tutto. Nuove regole, nuove applicazioni dei regolamenti, nuovi modi di comportarsi, far capire la parola “SPORTIVITA’”; parola fino ad allora sconosciuta in questo Sport.

Hai puntato molto sulla correttezza in pista tra i piloti. Ti ritieni soddisfatto del risultato?

Si, molto… anche se è difficile far capire questa “attitudine”, ma ho lottato perchè la ritengo il fondamento di un corretto e sano cimento sportivo.

Il tuo primo Europeo da Team Manager è stato Brest nel 2002. Come hai vissuto quel momento?

Penso che chi ha vissuto con me “Brest”, ne sia come me, rimasto praticamente entusiasta… Un vero Team Italia… in ogni suo aspetto… dall’organizzazione, alla vittoria finale di Lamberto Collari…Chissa’ se sara’ mai piu’ possibile, organizzare un Team Italia cosi’??

L’EFRA ti tiene in grande considerazione, pensi in futuro di entrarne a far parte?

Non credo, anche se mi attizzerebbe tanto, ma il lavoro e la famiglia vengono prima, e non riuscirei a dedicarmi piu’ di tanto ai compiti che la Federazione Europea richiederebbe.

Il momento migliore da Dirigente qual’è stato?

Se ti devo dire la verita’… quest’anno quando dopo aver deciso di lasciare, i ragazzi, come mi piace chiamarli, mi hanno fatto sentire il loro “calore” e la loro stima. Sono ancora qua, solo per “LORO”.

Ed il peggiore?

Ci vorrebbero troppe pagine per descrivere i momenti brutti, gli scontri, gli appellativi, le etichette che mi sono piombate addosso in questi anni, nonostante tutto, le ho “digerite”, metabolizzate, mandate giu’, perche’ ero convinto, e lo sono ancora, che sia la strada giusta da percorrere, e scusatemi se i numeri mi danno ragione.

L’AMSCI ultimamente appare un pò in difficoltà, cosa stà accadendo?

In poche parole, e scusate la franchezza e la durezza delle mie parole, ma è impossibile per “noi” continuare a sentirsi apostrofare nei modi peggiori, dalla mattina alla sera, per motivi molto spesso futili o assurdi, e solo in nome di una passione.

Cosa avete pensato di fare per cambiare un pò le cose?

Possiamo pensare cio’ che vogliamo, ma se i soci, continuano a preoccuparsi solo ed esclusivamente di correre, senza voler capire e senza collaborare, non vedo come possa cambiare qualcosa. Ci vuole piu’ collaborazione da parte vostra ragazzi, non c’è altra via da seguire; pensateci!

Ma l’attività agonistica come pilota non ti manca mai?

Si, moltissimo… mi ricordo una volta di aver detto: “ se smetto di correre smetto anche con tutto il resto”….. ho smesso di correre, ma non di fare “il resto”.

Per sopportare tutte queste pressioni, io penso che la Federazione ti paghi mooolto bene, quanto?

Cosi’ tanto da sentirmi Onassis…. Scusami per la battuta… la Federazione mi passa le spese vive, niente di piu’.

Sei una persona senza peli sulla lingua, datti il voto che pensi di meritare per il lavoro svolto.

5 – (meno meno) perche’ non sono riuscito a far capire a tutti quali siano le mie “idee”.

Indubbiamente Thomas non è perfetto, ma chi in questo mondo lo è? La perfezione non fa parte della vita di un uomo. Thomas un uomo però lo è, uno capace di chiedere scusa quando sbaglia, ma anche di essere indulgente con chi in realtà non lo meriterebbe. Si muove in un ambiente difficile, un vero campo minato, con abilità, ma certo non è agevolato, ne da noi piloti e meccanici, ne dalla Federazione stessa, è in gamba però e se la sa cavare sempre. Ha compiuto errori, ma per noi della 1:5 ha fatto molto, ha insegnato a chi non l’aveva, cosa fosse la sportività, rendendo di fatto l’ambiente della Big Scale unico, vivibile e gioviale come nessun altro. Forse a molti di voi non sarà simpatico perchè magari vi ha affibbiato qualche stop and go, ma ricordatevi che senza persone super appassionate come Thoma,s che si sbattono dalla mattina alla sera solo per farci correre nel migliore dei modi, noi proprio non potremmo farlo, e se lo facessimo regnerebbe solo l’anarchia, con conseguenzefacilmente immaginabili. Io sono stato pesantemente danneggiato da una decisione sbagliata di Thomas in una Semifinale di un GP EFRA di qualche anno fa, ma lui resosi contodell’errore, è venuto subito da me a scusarsi, e questo gesto di umiltà e coraggio, io non posso certo dimenticarlo. Non sono sempre d’accordo con quello che fa o dice, lo contesto e ci litigo anche, ma sempre a quattr’occhi perchè le “piazzate non mi piacciono. Ho stima e rispetto di lui! Sono uno dei fortunati che “Brest” l’ha vissuta; indimenticabile! (n.d.a.)
Posted by stefanoberna at 15:05 | Comments (0)
Termini d'utilizzo: L'autore del Blog è responsabile in via esclusiva del contenuto delle dichiarazioni inviate tramite la propria username e password. Modellismo Nanni non compie alcun preventivo controllo sui contenuti inviati dall'autore e non è in alcun modo responsabile del contenuto illecito, illegittimo, mendace, impreciso delle stesse e non risponde in alcun modo dei danni o del mancato guadagno causati all'autore o a terzi. (continua)