la sentinella

la sensazione più strana di un mio vecchio viaggio in corsica l'ho vissuta arrivato alla costa occidentale. finchè ti trovi a est il mare non ti mette a disagio, sai che dall'altra parte c'è la costa italiana, basta scavallare l'orizzonte. ma a ovest il mare non finisce mai, e vivi la sensazine di essere arrivato alla fine del mondo. oltre non vai.
vivo ora la medesima sensazione. il modulo di viaggio è rivolto verso il nulla, così non posso vedere la Terra dall'oblò del mio alloggio. sono in viaggio da 21 giorni il programma della missione è semplice e ripetitivo, sono sostanzialmene libero di fare ciò che voglio, se non fosse che non c'è nulla da fare. passo la gran parte del tempo a guardare dal finestrino, come se fossi in treno, ma non mi annoia il paesaggio sempre uguale. anzi, mi infastidisce dovermi occupare delle manovre di routine, o peggio, dei contatti quotidiani con il Centro.
mi sto abituando ad essere solo, e il silenzio mi è più gradito delle voci. Quando la comunicazione si chiude per la prima volta, ti prende un senso d'angoscia. per la prima volta in vita tua sei solo. dopo 24 ore ti contattano e finalmente risenti una voce che non sia la tua. a me è passata in fretta. ora mi pesa sapere che qualcuno interromperà il silenzio. il silenzio che mi godo guardando fuori. anche la terra, da qui, sembra silenziosa, un organo immenso dal quale sono lontano.
sono seduto a fianco dell'oblò, ora il modulo è rivolto verso l'infinito. e il silenzio è ancora più intenso. come in corsica anni fa, mi sento esposto, sono una avanguardia verso il niente. la mia civiltà è alle spalle e io ho i piedi sulla linea di confine.
appoggio la mano al vetro. sembra che il gelo dello spazio passi attraverso a tutto. vorrei restare per sempre a guardare fuori, niente sonno, niente trasmisisoni dati. solo spazio.
Il limite maggiore alle misisoni spaziali è il tempo, quello che ci vuole per andare lontano va considerato doppio, per il viagigo di ritorno. nessuna persona potrebbe sopportare di stare per decine di anni rinchiuso in una scatola, alla deriva nello spazio, senza la possibilità alcuna di essere salvato in caso di problemi. quindi le missioni spaziali potevano, in pasato, limitarsi alla luna.
per questo esistono quelli come me, disposti a partire per una missione suicida. il Centro lo chiama "l'esperimento del lungo cammino", ma si tratta di suicidio assistito. regalo alla scienza il mio tempo, inteso come vita, loro mi danno la possibilità di vivere un ritiro ascetico davvero unico.
il modulo fa rotta verso il confine del sistema solare, finchè potrò, trasmetterò dati e foto. poi avrò l'eternità a disposizione per guardare fuori da un finestrino
Posted by kenny at
23:46
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