Jovanotti è il mio profeta
Quelli dei miei anni non possono negarlo, Jovanotti ci ha seguiti, ha ricalcato, con la sua carriera, la nostra stessa vita.
Quando questo strambotto è apparso faceva schifo a tutti, era inconcludente ed irritante. Negli stessi anni io ero bambino, quindi inaffidabile. Come il Jovanotti degli esordi. Confesso che personalmente lo detestavo, trovavo che la sua musica, che capivo benissimo in quanto elementare, era un affrontao a quella dei grandi cantautori, che a sette anni non potevo capire.
Lorenzo poi matura, inizia a parlare di amore e turbamenti, esattamente negli stessi anni, I ragazzi della mia età andavano alle medie, iniziavano a vedere le ragazze come degli esseri meravigliosi con cui relazionarsi. In quegli anni la morte era più comprensibile, non era più normale morire, poteva succedere anche a quelli della tua età, non solo ai nonni. E Lorenzo parlava di questo, di disagio, parlava da deejay che si rende conto che il suo mondo non è fatto solo di divertimento ma anche di drogati e di auto appallottolate ai platani la domenica mattina. Ma canta anche di quante cose belle ha il suo mondo e che I grandi non vogliono vedere. Proprio come noi tredicenni
Jovanotti esplora, si fa cantautore, “l’albero” parla di come si stia abituando a vedere la vita in maniera più approfondita, con le sue responsabilita… “l’albero” esce nel 1997, io diventavo maggiorenne, patente, diritto di voto… grandi amori.
L’anno dopo ho dato l’esame di maturità, ed uscivo dalla scuola.
I temi di Lorenzo, nel tempo, passano dai giochi senza spessore al rapporto di fiducia persone che si amano, dalla moto a quanto è bella la vita.
A vedrla con occhio adulto, carriera di Lorenzo segue la vita di quelli dei miei anni; senza volerne fare un poeta o un mito, o peggio un santone, vedo in lui uno che mi ha accompagnato in molti momenti chiave, per ogni periodo ho una sua canzone che suona nei ricordi.
Posted by kenny at
20:13
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my life
in questo meraviglioso sito per i blog, che ha concesso ad un ignorante come me di scrivere, manca una funzione interessante. il profilo del blogger.
finora ho pensato che era bello l'alone di mistero intorno al blogger, consentiva di non farsi influenzare dagli interessi o dal sesso di chi scrive.
ma ora, in stile col resto del blog, è ora di inserire il mio profilo:
mi chiamo roberto breda, sono nato il venti giugno 1979 a vittorio veneto. in vita mia ho conseguito due diplomi di scuola superiore, due abilitazioni professionali, una laurea; in vita mia ho smontato un panificio, ho rimontato un panificio, ho guidato motociclette ad alta velocità, ho guidato automobili a velocità ridottissima, ho voluto bene ad un sacco di ragazze bionde e bellissime, senza essere contraccambiato da nessuna; in vita mia ho pulito sale operatorie e sono stato tesserato nelle giovanili di una grande squadra di pallacanesto che schierava in campo l'immenso Bodiroga, ho stretto la mano a Gino Bramieri, ho parlato al telefono con Beppe Grillo in tempi remoti; in vita mia ho chiacchierato del più e del meno con un uomo che sarebbe morto dopo pochi minuti, ho scattato almeno duemila fotografie brutte; in vita mia ho riso tanto e mi sono davvero divertito, convinto che continuerò a farlo; ho studiato l'arte, ho acquistato opere d'arte, ho visto e toccato il deserto del sahara, ho visto e nuotato nell'oceano atlantico.
In vita mia ho fatto almeno venti quintali di malta col badile, ho discusso una tesi di laurea a tremila chilometri da casa, e arrivato ho chiuso il diploma in un sottoscala. In vita mia ho occupato una scuola e ho ritinteggiato una scuola; ho visto di persona un uomo vincere un mondiale di superbike.
Sulla mia carta d'identità, alla voce professione, c'è scritto "grafico", mestiere che svolgo tuttora, l'unico mestiere che io abbia mai svolto...
Posted by kenny at
20:09
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