30.04.07

perchè amo la mia norton manx

Norton-Manx-1962.jpg Se devo valutare I miei acquisti modellistici dal punto di vista dell’appagamento che l’acquisto stesso mi ha dato, un posto di rilievo lo merita il kit della norton manx italeri ex-protar. Quando ho iniziato a comprare e fare modellini in scala di motociclette evitavo accuratamente modelli troppo vetusti, mi piacevano le riproduzioni di supersportive recenti, al massimo risalenti agli anni 80. Impensabile, poi,affrontare una scatola in scala diversa dal 1/12. Pochi anni dopo vengo attratto da una recensione appassionata, competente, davvero coinvolgente, del modellino della norton manx, recensione stesa da Massimiliano Ratti – roswell. Massi è un amatore delle moto d’epoca, un appassionato di guzzi e un cultore dell’italiano corretto, oltre ad essere una bravissima persona, uno di cui ci si può fidare. Al raduno di bologna del 2005 scambiammo alcune impressioni sul modellismo, e le sue parole riguardo alla manx mi colpirono a tal punto da farmi cercare il kit presso I venditori online. Nella scorsa primavera, infine, durante un giro a Caorle con Marco, approfittando del bel tempo e delponte del 25 aprile, trovo presso il negozio locale il kit, al favoloso prezzo di 36 euro, al posto dei 48 medi che si trovano in giro. Visto e comprato. Perchè dovrebbe appagarmi tutto ciò? Intanto il rapporto cliente-negozio, che sto perdendo, comprando per corrispondenza sia da e-store che da privati. Poi, il fatto che la realizzazione di questo kit mi leghi a Roswell: ogni tanto lo sento via sms, abbiamo fatto una bella chiacchierata riguardo alle tecniche per migliorare I pezzi presenti. Lui è un esperto e non so cosa pagherei per potergli sottoporre il mio lavoro dal vivo con scadenze periodiche strette, per poter sentire cosa ne pensa. La sua recensione mi ha illuminato. Le sue parole mi hanno coinvolto. Ora aggiorno il diario di montaggio nella speranza che apprezzi il mio lavoro. Roswell è come un artigiano pieno di segreti e trucchi del mestiere, e non fa nessuna fatica a rivelarli ad altri appassionati. Sinceramente, mi piacerebbe prossimamente potergli mostrare il mio lavoro. A Ros, magna tranquillo, che te vengo a pijà a roma, prima o poi
Posted by kenny at 16:44 | Comments (0)

vienna

ULTRAVOX.JPG
Walked in the cold air
Freezing breath on a window plane
Lying and waiting
A man in the dark in a picture frame
So mystic and soulful
A voice reaching out in a piercing cry
It stays with you until

The feeling has gone only you and I
It means nothing to me
This means nothing to me
Oh, Vienna

The music is weaving
Haunting notes, pizzicato strings
The rhythm is calling
Alone in the night as the daylight
A cool empty silence
The warmth of your hand and a cold grey sky
It fades to the distance

The image has gone only you and I
It means nothing to me
This means nothing to me
Oh, Vienna

This means nothing to me
This means nothing to me
Oh, Vienna


Vienna

Camminavo nell’aria fredda
Il mio respiro si ghiacciava sull’oblò
Mentre mi riposavo
Un uomo, nell’oscurità, in un frammento di foto
Così mistico e spirituale
Una voce che cercava con un grido penetrante
Che resta con te finché

Il sentimento se n’è andato, ci siamo solo io e te
Non significa niente per me
Questa non significa niente per me
Oh, Vienna

La musica si sta diffondendo
Note ossessionanti, corde pizzicate
Il ritmo ti sta chiamando
Da solo nella notte, come la luce del giorno porta
Un silenzio freddo e vuoto
Il calore della tua mano e un cielo freddo e grigio
Scompare in lontananza

L’immagine se n’è andata, ci siamo solo io e te
Non significa niente per me
Questa non significa niente per me
Oh, Vienna

Questa non significa niente per me
Questa non significa niente per me
Oh, Vienna
Posted by kenny at 16:41 | Comments (0)

When the music is over

Al momento di concludere una festa si respira l’aria del disarmo. Piano piano la tavola si impoverisce, I commensali racimolano le ploro poche cose e le sistemano nei lavelli. Si cerca di rendere festosa anche quella atmosfera, consapevoli che la festa è in realtà bella che finita. Il ritorno, se si è festeggiato lontano, è bello viverlo come parte integrante della giornata di divertimento. Gustare quegli attimi, oppure utilizzarli per fissare nei propri ricordi quanto si è vissuto poche ore prima. L’ultimo sguardo alla stanza vuota potrebbe stendere chiunque. Ricordo che, quando il capodanno lo organizzavo a casa mia, il momento più drammatico era il day after, era rivedere la taverna spoglia e deserta. La festa era passata, come il profumo di un roseto, e mi prendeva l’angoscia. Dov’era la gente, gli amici? Invece, il momento della separazione, l’ho sempre trovato bello da vivere, pieno di significati… I saluti, I baci e gli abbracci. Sembra sempre che entro il mese ci si ritrovi tutti nuovamente per una festa simile. Beati animi ingenui che ancora sappiamo godere della festa.
Posted by kenny at 16:40 | Comments (0)