30.06.05
visioni da formeniga
alcune foto di dove vivo
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08:22
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23.06.05
La situazione di K.
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LA SITUAZIONE K.
Nel paragrafo precedente ho accennato a un tal K., senza però spiegare bene chi sia.
K. ha un nome mutuato da un telefilm americano, la madre si era invaghita di un personaggio a tal punto da chiamare il proprio secondogenito come quel petroliere di celluloide.
K. ancora oggi cambierebbe il suo nome con uno qualuque, purchè italiano, e per rispetto in questo mio memoriale lo chiamerò solo con l’iniziale.
Tra i miei amici è chiaramente quello più caro, col quale ho fatto esperienze, a partire dagli anni della scuola, che ne io ne lui abbiamo finito a causa di una condotta a dir poco teppistica.quando avevamo infatti 15 anni non ci siamo risparmiati nulla, e giunti in quarta superiore con già tre anni persi in due le rispettive famiglie hanno deciso di risparmiarci il cappotto con le bocciature numero 4 e 5 e di avviarci al lavoro.
Io iniziai a lavorare presso una tipografia puzzolente, K. finì nelle mani di Girolamo Panerazzo, un mezzo malavitoso della zona, amico dei suoi genitori e gran trafficone.
Panerazzo in 15 ha aperto e chiuso almeno otto società in altrettanti settori lavorativi; tra le tante imprese avviate ricordo con simpatia la società di scavi fognari, quella per il riciclo del legno marcio, l’allevamento di cani da combattimento, la fabbrica di superalcolici fatti con le polverine. Tutte le aziende in questione erano sul sottile confine tra truffa e lavoro raffazzonato, ma soprattutto, in tutte ha lavorato K.
Ai tempi del mio fortunato accadimento, Girolamo Panerazzo importava clandestimanete caldaie murali dalla Serbia, si produceva, col mio aiuto, delle omologazioni CE fasulle, e le installava personalmente. Questa, per rendere più chiaro il concetto, è stata la più onesta e duratura delle attività commerciali di Girolamo Panerazzo.
K. non si preoccupava pre niente dei loschi traffici del suo capo, lui considerava il lavoro come un doppio colpo fortunato: da una parte lo teneva occupato e dall’altra gli consentiva di avere un ottimo reddito senza responsabilità.
Sebbene K. fosse sempre elegante come un tombino e gentile come un terzino sinistro, poteva vantare un ascendente invidiabile sulle ragazze raffinate alla moda. Lui lo chiamava il fascino del bizzarro, ma io lo ritenevo più il fascino del buzzurro. Il suo essere sempre rasente all’esaurimento nervoso e la finta rozzezza attiravano le ragazze più eleganti e distinte in cerca di un uomo duro, poi le colpiva con una sensibilità fuori dal comune. Bene inteso, io lo vedevo sempre come un cinghiale, ma l’elenco delle signorine che sono rimaste imbambolate dal suo modo di fare mi smentisce appieno.
Il legame con K. è stato forte da sempre, le prime ferie, il primo motorino, la prima auto comprata insieme, avevamo insomma un bagaglio di esperienze che ci aveva visto sempre uno presente nella vita dell’altro. Il bonifico finito curiosamente sul mio conto è stata una di queste esperienze...
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13:15
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preludio mistico (o/2)
Mica saranno delle ali quelle che hai sulla schiena!
In effetti, dalle scapole, all'altezza dei due piccoli tatuaggi a forma di alucce d'angelo cominciavano, prima timidamente, e poi con una certa decisione, a fuoriuscire delle ali di colore bianco candido ricoperte fittamente di piume eleganti, appartenenti a nessuna specie conosciuta.
La piccola figura ossuta sembrava trovare giusto ora la forza di sollevarsi dall'asfalto della via, mettendosi prima a quattro zampe, poi reggendosi maldestramente, mentre di sentiva il rumore di qualche finesta che si apriva, probabilmente per permettere alla gente di vedere se il boato precedente era un fulmine caduto in città o un altro attentato dinamitardo.
La testa calva dell'uomo caduto dal tetto, sembrava emettere luce propria, una calda luce dorata, sotto la quale, lentamente quanto improvvisamente, iniziava a fluire una chioma bionda purissima.
Alzatosi sulle gambe, e continuando a darci le spalle, l'individuo sembrava ora molto più alto di quando lo avevamo trovato pochi minuti prima, e la sua stasi, dapprima incerta, era ora ferma e determinata. Oltre all'altezza anche la muscolatura e la costituzione stessa dell'uomo, se si può definire uomo un biafra glabro che muta sotto i tuoi occhi in un vikingo alato, si era fatta imponente, ma non volgare, simile ad un atleta dal fisico perfetto.
Poi, di scatto, si girò verso di noi, incantati, mostrandosi nudo; fu allora che notai l'assoluta mancanza di connotati sessuali in quel fisico maschile ma elegante e assolutamente non virile.
Un angelo?
I suoi piedi avevano la strana peculiarità di essere a circa due centimetri da terra, sospendendolo, finchè la luce scaturita dai suoi occhi fiammeggianti non invase tutta la strada ancora bagnata dalla pioggia che incessante era caduta per tre giorni; a quel punto aprì la bocca con il fare minaccioso di un messaggero divino che aveva molto da dire, e soprattutto non portava buone notizie per il popolo mortale.
La sua pelle emanava una sottile armonia musicale che incantava.
Dalla sua bocca, però, non sarebbe uscito alcun suono celestiale.
- Beurrp, diavolo porco, Kenny, basta con queste seghe metali e passa un'altra Moretti, che il secondo tempo è quasi iniziato -
K. parlò.
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12:59
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il tempo che passa sulla compagnia
L'altra sera guardavo Gatto, ha molti meno capelli di una volta, eppure é giovane. Ha un buon lavoro e un mutuo.
Anche Stefano ha pochi capelli, é un artista in ascesa che cerca un lavoro.
Ora quasi tutti abbiamo un lavoro,qualcuno ha anche una fidanzata, qualche anno fa no, eravamo a scuola, eravamo dei cazzoni ed eravamo sfigati.
Mi chiedo quei ragazzi che nel 1996 perdevano i pomeriggi in un oratorio in mezzo al nulla che fine abbiano fatto.
Ne sono cambiate di cose: Stefano non sta più con Nadia, forse la mia Valeria ha il fidanzato, il babbo di Fritz ha avuto un infarto, mentre quello di Jonny si é fatto l'orecchino e un tatuaggio, e il mio non lavora più.
Mio nonno, che chiamava Jonny “Jenny” é morto, mia nonna che invece lo chiamava “Jolly” e si faceva offrire le sigarette pure non c'é più.
Carletto ha vent'anni, mio fratello va all'università.
Abbiamo cambiato frequentazioni, cambiato look, cambiato machine, cambiato locali.
Una compagnia diversa, l'inverno mangiavamo il ghiacciolo al limone per strada, 10 sotto zero, e le sere d'estate duravano molte più ore.
Ogni giorno era diverso, anche se facevamo le stesse cose.
Avevamo le mani che puzzavano di miscela, alla sagra stavamo tutta la sera appoggiati al bancone senza bere nulla.
Gino Jonny col Si piaggio e la camicia a fiori,il mio pallone da minibasket frugato, le cugine Mazzer a cui facevamo il filo, il Grest di Formeniga. Il giubbotto da spacciatore, le basette a punta e il berretto di lana…
Anni intensi, divertenti, allora si che mi divertivo con poco.l'altra sera ho fatto una cena con alcuni amici, ma le cose non sono uguali…imbacchettati, un po' spenti…ho perso molti rapporti, e non me ne dispiaccio, ma ho nostalgia delle sere sul Caldome a guardare le luci della città e a collassare… nessuno si drogava, ma eravamo malinconici, forse perché potevamo permettercelo: nessuna preoccupazione, nessun problema… quanto bello non é essere felicemente malinconici se la mattina dopo la passerai a giocare a pallone?
L'altra sera qualcuno ha proposto di passare qualche giorno in roulotte senza morose… non credo che lo faremo, per anni non siamo mai riusciti neppure ad andare in ferie per più di tre giorni… Gatto ha detto che abbiamo quasi trent'anni, Stefano ha aggiunto che abbiamo ancora un sacco di cose da fare. Io ho sentenziato che non le faremo neppure mai, Jonny ha concluso con un rutto.
Le serate sempre diverse mi divertono molto meno delle vecchie giornate tutte uguali.
Non credo che una sera sul caldome oggi sarebbe poi molto bella, si farebbero troppi discorsi seri sui tassi dei mutui, sugli impianti a GPL, sul rapporto di coppia.
A neppure ventisei anni mi considero un vecchio, poco incline alle follie che facevo una volta.Tende e appartameni scrausi hanno lasciato il posto ad alberghi a Quattro stelle.
Con la bella stagione spero di recuperare…
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12:57
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quando le tigri vennero liberate
Il 16 ottobre del 1942, il generale Walter Parker Thatcher era a capo del 4° battaglione fanteria dell'esercito britannico.
Al mattino il cielo sopra Eastelle Saint-Brugges era nuvoloso, carico di pioggia, ruggente di temporali in arrivo.
Il villaggio era in mano agli inglesi da due settimane, e il momento era venuto.
Oltre alla collina di Eastelle c'era la piana di Values, da li, in pochi giorni, il battaglione sarebbe arrivato al confine con la Germania.
Oltre al colle c'era l'esercito tedesco, un terribile braccio di ferro con gli inglesi per arretrare o avanzare.
Il generale Parker Thatcher stava per pronunciare il suo discorso in una calma irreale, preambolo a una tempesta ormai non più rinviabile.
Il soldato Willows suonava il corno scozzese in lontananza… Carrey si sitemava la divisa… altri controllavano lo stato della propria baionetta.
Ruggiti di nuvole plumbee accompagnati dal silenzio dei soldati, e un corno malinconico, molto inglese…
“Uomini, ho poche parole. Oggi le tigri verranno liberate, oggi ci conquistiamo l'avanzata verso Berlino. Uomini, le tigri siete voi, oggi scriviamo la storia della libertà di questo continente. Gli alleati, la Casa Reale. Dio. Oggi guardano a noi come alla speranza. Oltre quella collina c'é la nostra Gloria. Vediamo di meritarcela”.
Belle parole generale, ma i tuoi pensieri? Perché ti senti in colpa?
Quanti giovani poteva cogliere il tuo sguardo ora, e quanti domani mattina sarebbero stati ancora in piedi?
Un percorso di 500 km, pochi nemici. Ora dietro al colle sai che ci sono oltre 10.000 tedeschi pronti, feroci, che aspettano.
I tuoi uomini stanno aspettando di liberare la tigre, sono in 500 e sono immortali, puliti, nella loro divisa.
Una tempesta in arrivo, tu lo sai generale, sai quanti sono I tuoi uomini e quanto forte é il nemico.
Tutti morti entro sera, oltre il colle I tuoi uomini bruceranno in una mattina, e la tua Gloria evaporerà in poche ore.
Tornare indietro? La propaganda non ammette il ritiro, non ammette I rinforzi. Ora si avanza, lì sono stati chiari, generale, hai accettato un suicidio di massa, te l'hanno imposto, e ora guardi negli occhi 500 giovani che non sanno che stanno per essere macellati dai tedeschi in nome del Reich. Ma I tuoi uomini sono partiti già macellati dal tuo governo. L'aria fredda e umida, spinta dal temporale, arrossa le guancie e fa lacrimare gli occhi.
Il corno di Willows suona l'ultimo acuto.
È l'ora di affrontare la storia.
nuvole ruggenti iniziano a gocciolare con le loro timide avanguardie. La tempesta sta arrivando. Aspetti la battaglia, generale, ma in realtà stai già combattendo.
In meno di tre ore I Tedeschi polverizzarono 500 soldati del 4° battaglione fanteria. Niente prigionieri o feriti… 10.000 uomini che avevano conquistato l'europa respinsero in poche decine di minuti dei giovani convinti di aver liberato le tigri.
Posted by kenny at
12:56
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