i cacciatori di fulmini
Giugno è un bel periodo per catturare I fulmini. Da tempo, da quando ho comprato la macchina fotografica, passo gli anni aspettando che arrivi giugno, per poter cacciare i fulmini. Le sere limpide di giugno sono l’ideale. Come molte altre volte, al primo tuono, esco dal letto, vestendomi in fretta, e mi precipito a prendere le poche cose che servono per la notte.
Poi corro da fabrizio, che sicuramente avrà sentito il tuono.
Parcheggio sotto la sua finestra, e tiro un sasso sugli oscuri. Il segnale. Appena la luce della camera trapela da sotto le lastre di legno, sposto l’auto in cortile.
In pochi istanti fabrizio scende, esposto alla pioggia notturna, con la sola cura di proteggere l’apparecchio fotografico con la tela cerata. Senza troppe parole sale in auto. La caccia è aperta, basta solo trovare il posto adatto. Negli ultimi ritrovi abbiamo individuato un prato abbastanza pianeggiante, in Col di Stella, da cui si può godere di gran parte della vallata. È un buon posto, e quasi tutti I temporali sono a tiro. Montiamo gli archetti che reggeranno la cerata, poi stendiamo la coperta, per essere sicuri di sedere all’asciutto. La caccia al fulmine dura anche delle ore. Poi apriamo gli ombrelli, di cui leghiamo le estremità superiori agli archetti che sporgono. Infine, quando siamo sicuri che non si bagneranno alla piaoggia, sistemiamo le macchine fotografiche sotto agli ombrelli. Noi ci sistemiamo sotto alla tenda sorretta dagli archetti. Nella borsa due birre e qualche panino, pronto in frigo per l’eventualità di una caccia al fulmine notturna. Con cura impostiamo l’apertura degli otturatori e le caratteristiche di esposizione, e passiamo la notte al buio, aspettando che I bagliori elettrici vengano catturati dalla pellicola. Al buio, perchè una candela inquinerebbe il fotogramma, e in silenzio, perchè eventuali battute ci priverebbero del rumore dell’otturatore che si chiude. Come pescatori attendiamo il momento per tirare a noi la preda. Noi attendiamo che il fumine passi nel cielo buio. Magari che più fulmini passino e lascino le loxro tracce sulla pellicola. Poi facciamo scattare a chiusura l’otturatore. È fatta, un fotogramma ha catturato il fulmine, e da qui in avanti la notte è meno lunga.
Posted by kenny at 04.11.07 11:23