escher
Succede, in questi tempi, che molti pezzi di un puzzle si ritrovino di colpo davanti agli occhi.
È iniziato il 1997, scusate, il 2007, e molte cose tornano in mente. Non parlerò di noiosi aneddoti scolastici, ma di tessere. In questo 97 (2007, caspita, 2007) kurt cobain è morto da un pezzo, The Commitments è un film vecchio e della combriccola di Amici Miei solo gastone Moschin è ancora vivo.
E io? Quanti lavori ho ormai cambiato? Rimestando in un pentolone di volti, nomi, discorsi e ricordi, mi rendo conto che sento vecchi amici via mail, magari amici con I quali ho anche litigato, prima di questo 97 (che continuerà ad essere un 2007, nonostante lo chiami con un nome vecchio di dieci anni). Intanto il sig. G, al quale avevano detto che non poteva procreare, ha una bimba di otto mesi… vasco è un over 50, un vecchio. Che signoroni siamo diventati, abbiaamo vinto il mondiale, germania 2006, l’anno prima del 1997… chissà dov’è la mia testa, qualcuno si rende conto che 100 anni fa nessuno poteva leggere un libro di Hemingway, mentre tra mille anni tutti studieranno hemingway a scuola? O fra mille anni la scuola non esisterà?
Contestualizzare la propria esistenza nel tempo, mettendola in raffronto con altre date storiche è importante, almeno quanto decoontestualizzara del tutto.
Ad esempio, ora lou reed è una brava persona, ma io ho di fronte tutti I lou reed possibili, quindi posso scegliere a quale epoca far riferimentio, parlando di lou reed. Ha senso tutto questo?
Si, se si considera che 10 anni fa siamo andati ad alleghe, ma che ora della gita restano I ricordi. Quindi potrei neanche esserci mai stato ed idealizzare la cosa, o collocare I ricordi di alleghe a l’altro ieri.
Sto giocando con le parole, solo per spingere il pensiero.
La cosa importante è avere sotto gli occhi il cambiamento dei nostri punti di riferimento. Nel bene e nel male. sempre
Posted by kenny at 20.02.07 09:28