29 luglio 2003… inizio della libertà
dal 1982, quando sono entrato all’asilo, fino al 29 luglio 2003, sono sempre stato vincolato a impegni o situazioni I cui tempi non dipendevano da me: 5 anni di elementari concluse con un esame, 3 anni di medie concluse con un esame, 5 anni di scuola d’arte con un esame liberatorio dopo tre e con la maturità alla fine. Libero? Neppure per idea, 3 anni di università, con un esame dopo due per una qualifica e due, laurea inclusa, alla fine del triennio. A questo punto, primavera del 2001, posso dirmi libero. No, devo aspettare, incombe il servizio civile. Che arriva quando meno te lo aspetti, dopo quasi due anni di lavoro mal pagato tra uno studio e l’altro; vengo avviato al servizio il 29 settembre 2002, ultimo giorno utile prima della scadenza dei termini, presso un ospedale privato di proprietà delle sueore. Io avevo chiesto e ottenuto di essere destinato alla biblioteca comunale di Conegliano ma, come mi hanno poi spiegato, era l’ultimo anno di leva obbligatoria, e al ministro dell’interno avevano deciso di rompere le palle agli ultimi obiettori. Non ero statopropriamente libero mai, ma quei 10 mesi sono stati eterni, infernali… vissuti a ritmi terribili. In quel periodo ho cercato di conservare il miolavoro presso uno studio dove non mi trovavo bene, ma costituiva comunque un forma di reddito. Parallelamente, avevo trovato dei lavoretti di manovalanza grafica da svolgere di notte a casa. Alle 7.30 iniziavo I turni in ospedale, alle 15,30 correvo in studio, dove rimanevo fino alle 19,30/20. Poi, di corsa a casa (correvo molto in quei giorni) per terminare di lavorare verso le 3.00. 4 ore e riprendeva la solfa. Pochi soldi, poca convinzione e poca soddisfazione. 10 mesi che hanno pesato come 10 anni, la conclusione dell’età formativa. L’ultimo giorno, il 29 luglio 2003, io e Alessio Gandin, l’obiettore che aveva condiviso con me quei giorni, siemo usciti, e ci siamo accorti che era estate, che c’era il sole. Che non avevamo praticamente nulla. Svuoto l’armadietto (un paio di zoccoli, una divisa da infermiere, il tesserino, la foto di manuela, una foto della mia ninja 1/12, una locandina di apocalipse now e una foto di un cielo azzurro), consegno le chiavi alla suora responsabile ed esco. Io e alessio andiamo al bar time di parè, ci sediamo fuori e ordiniamo, senza pensare ad orari, a impegni, a niente. Abbiamo parlato anche del futuro? Non ricordo. So solo che era la prima ora di libertà, ora I miei tempi, I miei impegni li avrei decisi io.
Posted by kenny at 13.03.06 08:26