giocare a biliardo
la mia vita è costellata di amori non corrisposti.
tralasciando le buche prese da ragazze delle quali mi sono innamorato, le delusioni più cocenti sono arrivate da attività ludiche dove è richiesta un po' di tattica, di ordine e di strategia. in un vecchio scritto, accennavo agli scacchi, disciplina meravigliosa, affascinante, ma per la quale sono negato in maniera catastrofica.
l'altra meravigliosa passione che mi fa inanellare figure da pollo è il biliardo.
non sono un fanatico, ma l'atmosfera del gioco è insuperabile. il panno verde che tocca le dita, la luce sulla testa che isola il resto della sala. le biglie che si toccano con un suono secco. la birra appoggiata al tavolo.
il mio compagno di gioco è da sempre jonny, campione del mondo di palle sparate fuori dal tavolo. ha mano, molta più di me, frutto delle mattine passate alla sala unione di vittorio veneto al posto che a scuola.
poi, il troione ha pure un sacco di culo, che lo salva nei passaggi più azzardati.
solitamente la serata si svolge così: la prima partita me la lascia vincere, è chiaro, lamentandosi del fatto che io sia ogni volta più bravo.
la seconda la trascina fino all'ultima buca. allora, in parità, sfodera un blocco cieco che infila la palla dritta come una fucilata.
nella seconda partita, quando vuole divertirsi, mi lascia andare avanti, finchè ho un vantaggio considerevole. poi, con il fare più normale di questa terra, il fenomeno da baraccone inizia a far saltare palline una sopra l'altra, a imprimere effetti strani. insomma, mi fa il culo.
nella terza partita, se è stanco, chiude senza farmi imbucare nulla.
insomma, il gatto e il topo. alla fine riponiamo le stecche, mi prende sotto braccio e mi fa: bravo, bellissima la prima partita.
ma si può... niente, è troppo forte... e io troppo scarso. veramente scarso.
Posted by kenny at 06.03.06 13:10